Il Tirreno

Livorno

Ecco tutte le accuse ai due indagati

di Lara Loreti
Ecco tutte le accuse ai due indagati

L’ordinanza del gip: il ragazzo sarebbe stato costretto a baciare la suola della scarpa e ad altre umiliazioni

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LIVORNO. Costretto a baciare la suola della scarpa di Norma La Cava, preso a schiaffi e colpito con un cucchiaio da Marco Totano. Vessazioni e violenze nei confronti del disabile di 23 anni a cui fa riferimento il giudice per le indagini preliminari Fabrizio Nicoletti nell’ordinanza di convalida dell’arresto dei due operatori sociosanitari della cooperativa Cuore. Il gip ha confermato l’impianto accusatorio dell’indagine dei carabinieri sui maltrattamenti al giovane e ha ritenuto di non togliere tutte le misure cautelari, parlando di “elementi indiscutibili di reità” cioè di colpevolezza. Ha però alleggerito la limitazioni alla libertà per i due indagati, revocando gli arresti domiciliari e optando per l’interdizione dall’esercizio della professione di assistenza verso anziani, minori e disabili.

Secondo il gip, l’arresto è dunque giustificato considerando quel che emerge dall’indagine, e a suo parere concreti indizi contro i due indagati erano già venuti fuori dalla querela fatta dalla madre. È stata infatti la donna a denunciare il caso ai carabinieri, nel momento in cui s’è accorta che suo figlio era stranamente agitato e impaurito quando doveva trascorrere qualche ora con i due assistenti, in sua assenza. Ai militari dell’Arma, che hanno condotto l’indagine guidati dal tenente Mario Sorice, la mamma ha raccontato di aver notato dei segni di percosse sul corpo del figlio. E a sostegno della sua tesi ha portato anche delle foto del 23enne e alcuni referti del pronto soccorso. La donna, alla vista dei segni sul corpo, aveva chiesto spiegazioni ai due, che però avevano negato qualsiasi responsabilità.

Schiaffi e colpi. È per fare chiarezza su questi punti che i carabinieri hanno deciso di montare delle telecamere a casa del 23enne, a Fabbricotti, in modo da poter documentare il tutto. In particolare, dalle immagini si vedrebbe Totano colpire più volte il ragazzo con schiaffi e con un cucchiaio. Ma non sarebbe tutto.

Gettato a terra e preso a calci. Il giudice nell’ordinanza cita anche altre forme di violenza che sarebbero state messe in atto contemporaneamente dai due operatori sanitari nei confronti del disabile durante le ore di assistenza domiciliare. «La Cava è stata sorpresa a colpire la vittima con i suoi occhiali - si legge nel documento - e a strattonarlo, gettandolo a terra, dove Totano lo ha colpito con calci in testa e sul corpo».

Comportamento vessatorio. I colpi che si vedono nelle immagini girate dalle telecamere dei carabinieri, secondo il giudice non appaiono particolarmente violenti, ma «emerge un generale comportamento vessatorio e denigratorio». Il gip pone in particolare l’accento sul fatto che a subìre certi comportamenti sia stata una persona disabile, quindi non in grado di difendersi: «Deve ritenersi sussistente il pericolo di reiterazione del reato, essendo evidente l’indole degli indagati che non hanno esitato ad accanirsi nei confronti di una persona in stato di minorata difesa, approfittando del fatto che era improbabile che le condotte venissero scoperte». Inoltre, «per le modalità con cui venivano poste in essere, si suppone si ripetessero da tempo», si legge ancora nell’ordinanza del tribunale. E questo è anche il timore espresso dalla mamma del 23enne: «Mio figlio era seguito da loro due da 6-7 mesi, ma il caso è scoppiato solo un mesetto fa, quando io mi sono accorta di alcune sue sofferenze», ha raccontato la donna al Tirreno.

La difesa. Intanto gli avvocati difensori, Marco Talini e Raffaella Annunziata per Totano, e Massimiliano Ferretti per La Cava, stanno aspettando di poter vedere i filmati per poi decidere la strategia difensiva. Per il momento i due indagati davanti al giudice si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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