Sicurezza
Ca’ Moro e Superba una banchina per due
Il ristorante galleggiante è “oscurato” e chiede di spostare altrove la motonave che però ha bisogno di spazio per le manovre. Serve una soluzione condivisa
LIVORNO. Una banchina per due. No, non c’è nessun errore di battitura, non stiamo parlando del libro di Millie Criswell e neanche di chissà quale allenatore che ha intenzione di togliere il posto a Claudio Foscarini. A litigarsi la banchina (con la b) della Darsena Vecchia sono il titolare del noto ristorante Ca’Moro (gestito da ragazzi down) e il proprietario della Superba, la grande imbarcazione che trasporta i turisti da Livorno in giro per l’arcipelago toscano: con tutto lo spazio che c’è, sono state infatti messe una appiccicata all’altra.
Così da un lato, infatti, il ristorante galleggiante gradirebbe una maggior visibilità, visto che la motonave «oscura» il peschereccio adibito a locanda. Dall’altro la Superba rivendica il diritto di stare lì visto che è dal 2009 che è ormeggiata davanti ai Quattro Mori.
«Abbiamo chiesto alla Superba di spostarsi e fare a cambio con un altro peschereccio qualsiasi - ha spiegato Daniele Tornar, il responsabile della cooperativa sociale Parco del Mulino, che gestisce il Ca’Moro - in modo da non essere nascosti dietro la loro sagoma. Chi viene dal porto non ci vede ed essendo un ristorante, questo per noi è un disagio. Paghiamo 1400 euro per la tassa di ormeggio più molti altri soldi, come tutti, per poter stare qui. Noi non possiamo traslocare perché siamo davanti alla colonnina dell’elettricità che ci serve per la cucina e la gestione del ristorante».
Oltre a “nascondere” il Ca’Moro, la Superba secondo quanto afferma Tornar creerebbe anche un altro disagio ai clienti del locale galleggiante: «Quando arriva di sera con il motore acceso, i gas di scarico entrano dentro il ristorante. E questo non è certo un incentivo per chi vuole venire a cenare da noi. Sia chiaro, noi non ce l’abbiamo con la Superba, assolutamente. Anche perché svolgiamo due attività differenti. Perciò non è neanche una questione di concorrenza. E non vogliamo creare polemiche. Semplicemente stiamo cercando una soluzione che accontenti tutti. Purtroppo, però, abbiamo fatto presente la questione anche all’Autorità Portuale, che gestisce la banchina, e loro non hanno fatto niente. Ci dicono continuamente che il nostro progetto con i ragazzi down rappresenta una risorsa per il turismo e per il porto. Ma poi, quando bisogna parlare con i fatti, non fanno niente».
Nessuna intenzione polemica nemmeno da parte della Superba, dove però, in risposta, il no del titolare Nicola Avellino è secco e irremovibile. «Sono otto anni che siamo qui e ci è stata affidata questa posizione per via della manovrabilità della motonave. Abbiamo bisogno di tanto spazio per fare le manovre di entrata ed uscita, non possiamo andare altrove. Quando arrivò il Ca’Moro noi eravamo in cantiere per i controlli annuali dei certificati della nave. E quando tornammo alla banchina subito ci chiesero di spostarci. Dissi che se volevano più visibilità si sarebbero dovuti spostare loro». La Superba, tra l’altro, durante l'estate non è neanche a Livorno, ma si trasferisce a Castiglione della Pescaia, tornando all’ombra dei Quattro Mori solo il sabato sera.
«Da giugno a ottobre noi veniamo a Livorno solamente nel weekend - continua Avellino - perché siamo una nave di linea e forniamo un servizio pubblico portando in Gorgona i parenti dei detenuti. Il resto della settimana siamo in Maremma o in giro per le isole toscane, quindi non capisco quanta noia si dia al ristorante. Noi paghiamo regolarmente la nostra concessione e diamo lavoro a diversa gente. Non capisco perché dobbiamo essere spostati. Inoltre abbiamo anche proposto alla Capitaneria l’idea di adibire quel tratto di banchina solo alle attività turistiche in modo da sfruttare tutti meglio le risorse di quel luogo. Ma non ci è stata data risposta». Una soluzione va com unque trovata: basta la buona volontà.
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