Il Tirreno

Livorno

Al moletto di Ardenza cancellati anche i delfini di cartone

di Francesca Suggi
Al moletto di Ardenza cancellati anche i delfini di cartone

Livorno, danneggiati e scoloriti i pannelli con cui nel 2008 furono sostituiti gli originali: «Il nostro restauro è pronto e aspetta di essere messo nell’atrio del Comune»

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LIVORNO. Sono scappati via pure loro. Dopo ben 9 anni quei delfini stampati sui pannelli lungo la passeggiata a mare, davanti al moletto di Ardenza si sono stufati di restare là, a ricordare i fantasmi degli originali ottocenteschi in ghisa griffati Carlo Reischammer. Mangiate dal sole, danneggiate e scolorite dagli agenti atmosferici e dalla salsedine le immagini spariscono, lasciando il posto a “cartoni” senz’anima e malconci che certo non valorizzano quel tratto di costa, a due passi dalla Baracchina Rossa.

Non sono poche le persone che passeggiando guardano a quella bruttura e scuotono la testa, pensando alla “storia infinita” che, aimé, coinvolge i veri delfini di Ardenza. Tra impegni non mantenuti da una parte e l’impegno concreto di associazioni e cittadini dall’altra sono passati quasi 10 anni (nove per l’esattezza). Centoventi mesi da quando nel 2008 l’area fu transennata proprio per smontare quelle opere d’arte realizzate dalle Regie imperiali fonderie leopoldine. Tolte perché completamente arrugginite e “mangiate” dal salmastro. Spostate in un deposito comunale con la promessa di ripristinare i delfini originali e metterli in una vetrina degna (soprattutto con l’idea di farne una copia da rimettere alla balaustra del moletto). Gli anni passano ma i livornesi ancora non possono ammirare né i delfini autentici né i “duplicati”. E adesso neppure più i pannelli.

Restaurato da un anno un gruppo di delfini. Eppure, in realtà, grazie all’impegno degli Amici dei musei e dei monumenti livornesi qualcosa di importante già da un anno si è conclusa. Un gruppo di 4 delfini, con ancora e catene (uno dei dieci gruppi originali) è stato perfettamente restaurato da una ditta specializzata di Cascina (si trova ancora là in attesa di un segno da parte dell’amministrazione). «Grazie alla raccolta fondi che lanciammo nel 2013 e conclusasi a fine 2014 - spiega la presidente dell’associazione Annamaria Tomassi- abbiamo raccolto 6mila euro con cui abbiamo restaurato e recuperato un gruppo dei 40 delfini in ghisa». L’iniziativa popolare è stata un successo. «Un giorno sì e uno no cerco di contattare l’assessore alla Cultura del Comune per capire come procedere, come valorizzare questa operazione e queste opere pronte e conservata dalla ditta che le ha restaurate: ho ricevuto una mail ufficiale dal settore Cultura il 23 gennaio in cui mi si informa che il progetto di posizionamento del manufatto, all'interno dell'atrio del Comune, è in fase di attuazione».

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L’opera andrà nell’atrio del Comune. Una certezza, messa nero su bianco, è che il gruppo di cetacei in ghisa sarà collocato nell’atrio del Comune, in barba alle ipotesi passate di esporlo al museo della Città ai Bottini dell’Olio. «Per fare questo però - continua Tomassi - serve un basamento, perché i delfini non stanno in piedi da soli. Questa base deve essere realizzata a spese del Comune: speriamo al più presto». Tomassi e tutta l’associazione è soddisfatta della scelta dall’assessore Francesco Belais.

«Finalmente i delfini tornano alla città: saranno messi in un luogo dove tutti potranno vederli - spiega l’assessore - Insieme al basamento faremo anche tutta un’illuminazione particolare per valorizzare l’opera» Rispetto, però, alle eventuali copie da rimettere alla balaustra del porticciolo di Ardenza non ci sono notizie. «Spero vivamente che facciano delle copie da rimettere all’Ardenza al posto di quei pannelli scoloriti», aggiunge Tomassi. E il desiderio di Belais va proprio in questa direzione: «Però servono soldi, ci stiamo lavorando», chiude.

 

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