Gioco
Tribunali civili, Livorno al top in Toscana - La classifica
A livello nazionale si piazza al 23° posto tra i più virtuosi: solo il 10% di processi è pendente e una causa per arrivare a sentenza impiega 668 giorni
LIVORNO. La forma non lo aiuta di certo: storicamente prigioniero delle impalcature, strutturalmente inadatto e logisticamente scomodo - soprattutto per la scarsità di parcheggi nella zona -, la rivincita del Tribunale civile di Livorno di via De Larderel arriva nel contenuto: appena il 10% delle cause sono pendenti da oltre tre anni e servono in media 668 giorni per arrivare alla sentenza di primo grado nonostante qualche difficoltà di organico, sia amministrativo che togato. Numeri che riguardano efficienza e qualità del servizio e che fanno volare Livorno ai vertici della classifica nazionale dei tribunali virtuosi e addirittura al secondo posto se si prende in considerazione solo la graduatoria toscana, a una incollatura da Arezzo, primo a livello regionale.
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LA RICERCA. I risultati della ricerca condotta dal direttore del servizio di statistica ed analisi organizzativa del Ministero della Giustizia, Fabio Bartolomeo, riguardano la comparazione di 140 tribunali italiani finiti ai raggi x nel 2016. Un censimento che fornisce un quadro sullo stato di forma dei meccanismi civilistici. Lo scopo? Monitorare l’efficienza e la qualità del servizio offerto dagli uffici giudiziari ai cittadini. L’elaborazione riguarda un settore particolare dei procedimenti civili, quello dei cosiddetti affari contenziosi. Si tratta di tutte le cause che vedono due parti “scontrarsi” poiché guidate da interessi contrapposti.
Sono quindi escluse dall’indagine le cause non contenziose, quali ad esempio l’autorizzazione al compimento di atti in tutela e curatela, la rettifica di stato civile, alcune attività relative al registro successioni (rinuncia all’eredità, accettazione con beneficio d’inventario, ecc.). Si tratta di una valutazione che tiene conto di vari parametri, in particolare: l’anzianità dell’arretrato (quello ultratriennale fa scattare il diritto al risarcimento per irragionevole durata del processo, previsto dalla legge Pinto); i tempi medi delle cause; il clearance rate (cioè il rapporto tra tutte le cause definite e le cause in corso), che poi è il dato più importante giacché misura la capacità del singolo tribunale di smaltire l’arretrato; la copertura degli organici.
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LA GRADUATORIA. Considerando questi cinque fattori, in testa alla classifica nazionale c’è Bolzano che precede Rovereto, Novara, Lodi e Sulmona. In particolare i primi dieci posti sono appannaggio di sole quattro regioni italiane del centro e del nord Italia: Trentino Alto Adige (con due uffici), Piemonte (con tre uffici), Lombardia (con tre uffici) e Abruzzo (con due uffici). In generale le performance migliori le registrano i tribunali del nord.
IN TOSCANA. Per arrivare a Livorno, come detto, bisogna scendere fino alla posizione numero 23, subito dopo Arezzo, regina in Toscana, e prima di Rieti. Una posizione di primo piano soprattutto se paragonata con il resto degli uffici giudiziari della Toscana che da questa classifica escono con le ossa giuridiche rotte. Pistoia, ad esempio, che risulta come il terzo tribunale civile in Toscana, a livello nazionale si piazza al cinquantatresimo posto. Peggio va a Prato che nonostante l’organico completo a livello di magistrati impiega 915 giorni per completare una causa e per questo rapporto scivola alla posizione numero 75.
Più indietro Firenze (posizione numero 87) che ha un arretrato del 23% delle cause e come unica giustificazione può avere l’altissimo numero di cause: oltre 23.500 nel 2016, a fronte delle 4.178 di Livorno. Siena fa ancora peggio, tanto che, una causa, impiega oltre mille giorni per arrivare a sentenza. Ma la peggiore in Toscana, dopo Lucca e Grosseto si piazza Pisa. Il Tribunale civile sotto la Torre è addirittura alla posizione numero 123, appena sopra Siracusa e Castrovillari. I dati di Pisa sono sconfortanti soprattutto per quello che riguarda la percentuale di cause arretrate, addirittura vicina al 40%. Un dato che in qualche modo rivaluta ancora di più l’efficienza, per una volta, l’efficienza livornese.
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