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Maltrattamenti al disabile: sospesi dal lavoro i tre dipendenti indagati
Livorno, la presidente della cooperativa Cuore: «Esprimiamo la nostra vicinanza al giovane e alla sua famiglia: collaboreremo con le forze dell’ordine»
LIVORNO. Sospesi in via cautelativa i tre dipendenti della cooperativa sociale Cuore indagati nell’inchiesta sui presunti maltrattamenti ai danni di un ragazzo disabile di 23 anni che assistevano a domicilio. «Esprimiamo - spiega la presidente della cooperativa Assunta Astorino - prima di tutto la nostra vicinanza al giovane disabile e alla sua famiglia che, secondo le accuse mosse dalle forze dell'ordine, sarebbe stato sottoposto a spregevoli episodi di maltrattamento», aggiungendo fin da ora che «se le accuse fossero confermate, non esiteremo a costituirci come parte civile». Gli episodi contestati ai tre dipendenti costituiscono infatti un’azione in grave contrasto con i principi della Cooperativa e lesivi della dignità della persona e, come tali, determinanti a compromettere il vincolo fiduciario.
«Già in passato - prosegue Astorino - abbiamo collaborato con le forze dell'ordine per prevenire e contrastare qualsiasi forma di abuso all'interno della strutture gestite dalla Cooperativa. Nel caso specifico, poiché gli episodi si sono verificati nell'abitazione dell'assistito, è molto più difficile prevenire simili episodi. Nessuna segnalazione è del resto pervenuta alle nostre strutture dalla famiglia e dai servizi sociali prima dell'indagine avviata dai carabinieri. Rafforzeremo comunque il nostro rapporto con le famiglie degli assistiti, che invitiamo a segnalare senza esitare qualsiasi tipo di malfunzionamento del servizio».
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La presidente in qualche modo cerca anche di prendere le distanze dai dipendenti indagati. «Tengo altresì a precisare- prosegue - che il personale coinvolto nella vicenda non è stato da noi direttamente selezionato, provenendo da una fusione del 2016 con la cooperativa Comunità Impegno, che a sua volta aveva rilevato i servizi svolti prima da altre due Cooperative, riassorbendo, nel rispetto delle clausole sociali imposte dalle normative, i dipendenti impegnati nei servizi assunti. Purtroppo in questi ultimi tempi la cronaca sta riportando simili casi di abuso. Per quanto riguarda le assunzioni dirette fatte dalla nostra Cooperativa siamo tuttavia in grado di assicurare la massima attenzione alla professionalità e al comportamento etico del nostro personale, a cui forniamo una continua formazione nei settori di competenza».
Infine una promessa: «Garantiamo a tutti gli assistiti e alla città di Livorno la volontà di rafforzare la vigilanza perché episodi del genere non si ripetano, sia nei nostri servizi di assistenza domiciliare che tanto meno all’interno delle nostre strutture. Assumeremo ogni iniziativa in sede legale per preservare l'immagine della Cooperativa e dei suoi dipendenti e soci lavoratori che ogni giorno, con serietà e professionalità, mettono a disposizione il proprio impegno per offrire servizi ed assistenza adeguata a chi ne ha bisogno».
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