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I vitalizi d’oro degli ex parlamentari toscani: ecco quanto riscuotono
Agli ex parlamentari anche 7000 euro al mese, ma da maggio sforbiciata fino al 40 per cento
Alfredo Biondi ha quasi novant’anni ed è senza dubbio il politico toscano tra i più longevi in parlamento. Originario di Pisa oggi è anche colui tra i nostri conterranei con il vitalizio più alto. Entrò la prima volta alla Camera, col partito Liberale, nel 1968. Ha attraversato la prima e la seconda Repubblica a fianco di Amintore Fanfani, Nilde Iotti, Bettino Craxi. Oggi sarà anche colui, con ogni probabilità, che con il suo vitalizio da quasi 7.000 euro netti al mese contribuirà più di altri a rimpinguare le casse del Paese dopo l’approvazione dell’Ufficio di presidenza della Camera della proposta del Pd sul contributo di solidarietà per tre anni a carico degli ex deputati titolari di vitalizio. Gli ex deputati - ma anche il Senato sarà presto chiamato a esprimersi - continuano a essere privilegiati ma meno ricchi.
Il contributo che sono chiamati a versare - finora fissato al 6% - sarà del 10% per i vitalizi da 70mila a 80mila euro, del 20% da 80mila a 90mila euro, del 30% da 90mila a 100 mila euro e del 40% per quelli superiori ai 100mila euro annui. La proposta porterà a regime a un risparmio di 2,5 milioni all’anno per le casse della Camera.
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Gli ex parlamentari toscani che oggi ricevono un vitalizio sono oltre cento, la maggioranza l’ha maturato prima della riforma del 2012, anno in cui anche per chi siede in Parlamento si è applicato il calcolo contributivo anche se molto diverso da quello degli altri lavoratori italiani. Argomento quest’ultimo che anche nei giorni scorsi ha scatenato la bagarre alla Camera con protagonista il Movimento cinque stelle e che in Toscana continua a riscaldare gli animi. «Stiamo parlando ancora di privilegi», è il parere della parlamentare grillina Laura Bottici. «Avevamo proposto di ritoccare anche la pensione, che io chiamo elargizione, di chi oggi è in parlamento ma come si è visto non si è voluto fare», aggiunge. «Molti di coloro che oggi siedono alla Camera e al Senato hanno approvato la riforma Fornero - sottolinea - ma se ne guardano bene dall’uniformarsi a tutti gli altri lavoratori. Mi sta benissimo il contributo di solidarietà, una sentenza della Corte impedisce manovre definitive sui diritti acquisiti, ma non mi sembra giusto non fare nulla che ci riguardi. Ho chiesto la convocazione del Consiglio di presidenza anche al Senato. Voglio proprio vedere cosa accadrà lì».
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Se la senatrice carrarina è piuttosto accesa sull’argomento non lo è di meno Dario Parrini, parlamentare e segretario Pd. La proposta di “tagliare” sui vecchi vitalizi approvata nei giorni scorsi del resto è del suo partito. «Con i parlamentari toscani - commenta - non so quanto si andrà a risparmiare. Credo intorno al 10% della cifra nazionale ma è evidente che noi, con i tagli che abbiamo fatto a livello regionale, non abbiamo da prendere lezioni da nessuno tantomeno dal Movimento 5 Stelle che dovrebbe spiegare perché non è stato d’accordo con questa riduzione sui vitalizi. Lo trovo incoerente dal momento che si va a risparmiare fin da subito. Per quel che riguarda gli attuali parlamentari abbiamo proposte che porteremo avanti in questa legislatura. Ed è cosa nota, non si faccia finta di nulla».
ECCO QUANTO RISCUOTONO
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