Il Tirreno

Livorno

Sbarca anche un McDonald’s al Nuovo Centro

di Enrico Paradisi
Sbarca anche un McDonald’s al Nuovo Centro

L’azienda sarebbe pronta a partire subito con i lavori, ma la pratica è ferma da tre mesi e mezzo negli uffici comunali

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LIVORNO. Nell’area di via del Levante dovrebbe sbarcare a breve un nuovo ristorante McDonald’s. Si tratta di un “McDrive”, sul modello di quello che da alcuni anni è aperto a Stagno, a fianco della raffineria Eni.

E qui, il condizionale, come si usa dire spesso è d’obbligo, almeno per quanto riguarda i tempi di realizzazione. Sì, perché a quanto risulta, la pratica è ferma da tre mesi e mezzo, e precisamente da ottobre, nelle pieghe della burocrazia degli uffici comunali. In una città come Livorno che ha fame di posti di lavoro sembra una barzelletta. Tutto è pronto, infatti, per realizzare il progetto: si tratta di un ristorante di circa 300 metri quadri, al quale oltre alla normale fruizione “pedonale” è previsto si potrà accedere anche attraverso una corsia riservata agli automobilisti, in modo da ordinare direttamente il menu desiderato dall’auto e portarselo così a casa.

Ebbene, dove sta il problema? Le ditte di appalto sono pronte per procedere alla costruzione del nuovo punto ristoro all’interno dell’area del Nuovo Centro, e dalla società realizzatrice sarebbero intenzionati a partire con i cantieri, e dunque con l’inizio dei lavori, già da domani: ovvero in una data da stabilire tra i primi del mese di aprile e maggio.

Il ristorante sarà realizzato in un’area, si parla di circa 6000 metri di piazzale, che si trova a ridosso della zona residenziale di Largo Petrolini. Quella, per intendersi, dove sono stati costruiti i palazzotti bianchi che guardano verso Coteto, dalla parte opposta al Centro Levante. Un’area che si sta “urbanizzando” rapidamente, e specie dopo l’arrivo dell’ultimo colosso Obi, ha necessità di ulteriori servizi. A fianco del ristorante con il simbolo dei due archetti dorati, infatti, è prevista anche la realizzazione di un distributore di benzina. Il problema però, come detto è l’inghippo burocratico. Dopo tre mesi e mezzo di istruttoria, che come spiegano i progettisti, e dopo aver ottenuto tutti i pareri favorevoli, l’intoppo si è verificato quando la pratica e l’istruttoria sono passate da un ufficio all’altro. Qui si è bloccato tutto: rispetto al progetto originale sono state introdotte alcune lievi modifiche, in particolare sugli accessi all’area. Si tratta di modifiche migliorative della viabilità. Un correttivo studiato ad hoc in considerazione della zona residenziale prospicente. Nel progetto originario, infatti, l’ingresso e l’uscita dal piazzale erano stati previsti troppo a ridosso delle abitazioni. Con questa soluzione, invece, si va a ridurre il traffico in corrispondenza dei palazzi. C’è da dire inoltre che iIl progetto definitivo, rispetto al piano attuativo, ha introdotto anche una notevole diminuzione del costruito che è passato da 1000 metri quadri a circa 400, per un investimento complessivo di alcuni milioni di euro e un ritorno occupazionale di almeno una quindicina di addetti, tra ristorante e distributore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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