Il Tirreno

Livorno

Maxi-Darsena, a maggio l’offerta Resta a Livorno un ingegnere cinese

di Mauro Zucchelli
Maxi-Darsena, a maggio l’offerta Resta a Livorno un ingegnere cinese

Kenny Song è il regista dell’operazione finanziaria internazionale dietro i colossi di Pechino «Abbiamo scelto il vostro porto perché è una grande opportunità la pianura che ha alle spalle»

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LIVORNO. Guai a farsi distrarre dallo zumpa-parapà-zumpa di auspici e dichiarazioni sul gigante cinese che strizza l'occhio al porto di Livorno. In tre giorni si è concentrato un tour de force di incontri che la delegazione di Pechino ha avuto con il governatore Enrico Rossi (martedì), con il ministro Graziano Delrio (mercoledì), con il presidente dell'Authority Stefano Corsini e il sindaco Filippo Nogarin (giovedì). Concluso solo a metà dall'ultimo giorno: giro nel cuore del porto (al terminal Tdt) e al “porto fuori dal porto” (l'autoparco del Faldo) per gli esponenti asiatici. A dimostrare che non è stato un qualsiasi venerdì di quaresima è un dettaglio: resta ancora per una settimana a Livorno un dirigente del team di ingegneri. Il motivo? «Studiare più in profondità alcuni aspetti tecnici specifici», dice una delle fonti vicine al dossier confermando l'indiscrezione.

E' invece una informazione ufficiale l'annuncio del presidente Enzo Raugei a nome della Compagnia portuale davanti ai taccuini dei cronisti: «Stiamo facendo tutto il possibile per essere in condizione di farci avanti entro il 31 maggio».

È questa, al momento, la scadenza entro la quale eventuali operatori devono manifestare formalmente il proprio interesse di fronte al bando messo in pista dall'Authority per cercare investitori privati che intendano realizzare la Darsena Europa. Siccome è impensabile che i portuali possano farcela a reggere l'impatto di un progetto di tale entità, ecco che il numero uno dei "camalli" livornesi tiene a sottolineare che di aver ottenuto dal partner asiatico l'ok alla costruzione di un'alleanza composita che «cercherà in ogni modo di includere anche i nostri attuali soci nel terminal Tdt in Darsena Toscana».

Dietro la parola “attuali” c'è tutta la vicenda di poche settimane fa con il passaggio del controllo di Tdt ai fondi Infracapital (appartenente a M&G Investment, costola di un gigante britannico come Prudential plc) e Infravia (network francese di investitori indipendenti) dopo la vendita del 95% delle quote da parte del pool genovese di Gip guidato da Luigi Negri (con le famiglie Magillo, Schenone e Cerruti).

È da dire che Infracapital non è un nome sconosciuto per Willis Towers Watson, colosso statunitense sul fronte assicurativo del risk management che, con Niccolò Ravano, responsabile del "casting" dei progetti infrastrutturali sui quali puntare a livello planetario, ha avuto un ruolo nella costruzione dell'asse fra Livorno e Pechino.

Niente di meglio della conferenza stampa finale per fare una domanda specifica a Kenny Song, presidente della galassia finanziaria cinese privata che sta dietro l’affare: come mai avete fissato lo sguardo proprio sul porto di Livorno?

«C'è una conformazione geografica che conta moltissimo nelle potenzialità di sviluppo: ad esempio, Genova è un magnifico “teatro” con quelle montagne subito alle spalle della città, qui da voi invece c'è una grandissima pianura che può lavorare in tandem con le banchine e offrire opportunità estremamente interessanti». Parola del numero uno di Touchstone Capital Group, compagnia cinese privata (la cui holding è registrata alle isole Cayman) che ha un solido legame di collaborazione con i maxi-gruppi di proprietà statale ai quali il governo di Pechino affida la realizzazione di grandi progetti infrastrutturali e industriali. In questo caso, stiamo parlando di China Railway International Group, che ha mandato a Livorno il proprio presidente Chen Shiping alla testa di una folta delegazione che comprendeva anche l'ingegnere-capo Yuan Zuoxiang.

Anche mister Soing mette l’accento soprattutto su due aspetti. L’uno: il «forte sostegno» del governo italiano a questo progetto (elemento questo messo al centro anche da Shiping nei giorni scorsi). L’altro: China Railway è un colosso che si occupa di costruire grandi infrastrutture ma, a domanda specifica, Raugei spiega che «i nostri partner cinesi non hanno intenzione di limitarsi a costruire ma intendono scendere in campo anche per la gestione dell’opera».

Intanto, il consigliere regionale Pd Francesco Gazzetti non nsolo guarda all’interesse dei cinesi con «soddisfazione e grande speranza», ma rileva anche una apertura da parte del sindaco Nogarin che ha manifestato un «approccio positivo» che «lascia ben sperare».

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