Italia
Il sindaco: Il Comune parte civile, segnalate i casi sospetti
La vicenda del disabile picchiato rientra in un appalto comunale a un gruppo di coop. Il sindaco scende in campo per annunciare: 1) il Comune sarà parte civile; 2) fiducia incondizionata in magistrati e investigatori, indaghino "col massimo rigore"; 3) ci saranno controlli tramite questionari; 4) i familiari degli assistiti segnalino i casi sospetti
LIVORNO. “La notizia ci fa semplicemente inorridire". E poi: "Non riesco nemmeno a immaginare come sia possibile approfittare in questo modo di una persona che non ha la possibilità di difendersi”. A dirlo è il sidnaco di Livorno, Filippo Nogarin, dopo aver appreso dell’arresto di due operatori domiciliari accusati di aver percosso un ragazzo disabile. Lo fa sottolineando che "il Comune di Livorno farà ogni azione possibile per tutelare la propria immagine, il lavoro dei propri dipendenti e di chiunque operi in maniera professionale e seria nei servizi in appalto".
Dopo aver ribadito di avere “fiducia incondizionata nella magistratura e negli investigatori" (auspicando che possano indagare "con il massimo del rigore e senza fare sconti a nessuno"), il sindaco annuncia che, "se le accuse dovessero essere confermate", il Comune "non esiterà a costituirsi parte civile in giudizio per il grave danno arrecato a questo ragazzo e, più in generale, a tutti cittadini, che devono potersi fidare ciecamente delle persone incaricate di assistere i loro famigliari o di educare i loro figli”.
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Stiamo parlando di "un appalto comunale vinto da alcune cooperative riunite in un’unica associazione", afferma Nogarin. E' per questo motivo che Palazzo Civico ha "deciso di implementare i controlli su questo tipo di servizi". Come? "Istituiremo dei questionari da inviare ai famigliari degli assistiti, in modo che possano valutare periodicamente il servizio offerto".
Il sindaco tiene poi a ricordare che "tutte le persone che beneficiano del servizio di assistenza domiciliare da parte degli operatori delle cooperative, sono già seguiti dagli assistenti sociali comunali". Parte da qui per invitare a "segnalare a loro, o direttamente al Comune, qualsiasi comportamento o episodio sospetto, in modo che, come già accaduto in passato, possa essere il Comune o la cooperativa ad attivare i primi controlli”.
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