La protesta
Il boss voleva gestire direttamente i soldi dello spaccio
LIVORNO. I soldi li voleva avere in mano lui, il capo: e sarebbe stato lui a distribuire i compensi, secondo gli investigatori. Ai suoi collaboratori aveva parlato senza mezzi termini Shkelzen Kasa,...
LIVORNO. I soldi li voleva avere in mano lui, il capo: e sarebbe stato lui a distribuire i compensi, secondo gli investigatori. Ai suoi collaboratori aveva parlato senza mezzi termini Shkelzen Kasa, 33 anni, arrestato mercoledì dalla squadra mobile della polizia con l’accusa di essere il boss, insieme con il fratello Kastriot, di un’organizzazione italo-albanese che controllava la droga in Toscana, a partire da Livorno. E, stando alle ipotesi investigative, aveva precisato che voleva essere lui a gestire i pagamenti dei vari membri dell’organizzazione.
È quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche e ambientali dell’indagine “Indipenden- za”, a cui la polizia ha lavorato in tutto per due anni. Come accertato dalla quarta sezione della squadra mobile, il più giovane dei fratelli Kasa si era accorto che qualche spacciatore aveva fatto il furbo, o almeno così sembrava, giocando sporco sui compensi legati alla vendita della droga. In pratica, secondo la polizia, ci aveva fatto la cresta, prendendo dei soldi in più del dovuto. Ecco che ai suoi uomini più fidati il 33enne aveva intimato di non pagare più gli spacciatori nordafricani, ma di consegnare tutto il denaro ricavato dallo spaccio a lui, così che potesse controllare in prima persona i pagamenti dei dipendenti.
A gestire gli stipendi per conto suo, secondo quanto emerso dal lavoro della mobile, era Ilirjan Luku, albanese 33enne, uomo di fiducia di Shkelzen Kasa, poi sostituito da Klodian Hakballa, 26, nel momento in cui a febbraio 2016 era stato arrestato. (l.l.)
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