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Turismo, l’oro nascosto di Livorno ma servono qualità e infrastrutture

di Nicolò Cecioni
Turismo, l’oro nascosto di Livorno ma servono qualità e infrastrutture

Il sindaco Filippo Nogarin ha confermato la diminuzione di tasse e tariffe per le imprese Mare, sport, religione, cultura e crociere: la città e la provincia hanno molti punti di forza

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LIVORNO. Minore pressione fiscale sulle imprese; maggiore qualità delle infrastrutture; sfruttare di più internet; fornire pacchetti completi ai croceristi. Di questo, e di tanto altro, si è discusso nel convegno sullo sviluppo del turismo a Livorno e provincia organizzato da Confcommercio e svoltosi ieri nel salone del Tirreno. Un’iniziativa, con “presentatore” d’eccezione il direttore di Confcommercio Livorno Federico Pieragnoli, che ha confermato come il turismo sia l’oro nascosto del nostro territorio.

Tasse e tariffe.

Filippo Nogarin, come già anticipato dal Tirreno, ha subito rassicurato gli imprenditori su quello che dovranno pagare a partire dal 2017. «Siamo convinti che Livorno debba puntare tutto sul turismo per risollevare la testa. Per questo motivo abbiamo invertito la tendenza, mettendo nero su bianco che, grazie al concordato di Aamps, questa città avrà le tariffe più basse di tutta la Toscana. Piccolo o grande che sia, sarà un calo che darà un sospiro di sollievo a tutti. Lo abbiamo fatto per favorire lo sviluppo e i privati. Nella macrostruttura del Comune inseriremo anche un dirigente specifico che si occuperà di gestire il turismo e i grandi eventi. Purtroppo, però, le risorse sono sempre meno perché, con le Province che sono rimaste solo un organo di facciata, tutti gli oneri ricadono sui Comuni. Ma le amministrazioni non hanno ricevuto fondi in più per soddisfare i bisogni che prima venivano presi in carico dall'ente provinciale».

Lo sviluppo turistico sul web.

Nel salone del Tirreno, affollatissimo, sono stati presentati numeri interessanti che fanno ben sperare. In Toscana ogni anno, infatti, si registrano 45milioni di presenze ufficiali, mentre sono 4 quelle non comunicate. Le spese per il turismo toccano gli 8 miliardi e rappresentano il 6,5 per cento del Pil regionale. Il problema, dunque, è come fare per sfruttare questi dati al meglio, veicolandoli sulla nostra città. «L'estate ormai non può più bastare - ha spiegato Alessio Carraresi, presidente della Confcommercio della provincia di Livorno - dobbiamo orientare la nostra attenzione sulla bassa stagione che dura la maggior parte dell'anno. Basta alberghi chiusi, saracinesche abbassate e commercianti che combattono per avere prenotazioni da autunno a primavera. Tante opportunità, oggi, arrivano da mondo del web. E Livorno non può rimanere indietro dal punto di vista digitale. Internet consente ai gestori dei locali di avere una vastissima platea di visitatori che fino a qualche anno fa era inimmaginabile. Serve un osservatorio che coordini il lavoro e sviluppi i rapporti tra gli enti, le istituzioni e i privati ».

«Un turista su tre - ha aggiunto il direttore del Tirreno Luigi Vicinanza - sceglie la propria meta in base al web e uno su due lo fa a seconda della spettacolarità del paesaggio. Sempre di più si sceglie una meta per far vedere dove siamo e scattare una foto. Bisogna investire nella comunicazione, lavorando sulla qualità del prodotto e coinvolgendo i produttori».

Turismo religioso e sportivo. Sempre più importante, inoltre, è il turismo di genere, soprattutto quello religioso e quello sportivo. Per questo motivo sono intervenuti anche Giuseppe Coperchini, responsabile pastorale della diocesi, e Salvatore Sanzo, il presidente regionale del Coni. «Livorno - ha detto Coperchini - è un caso importante di multiculturalità religiosa e anche questo è un dato che dev'essere sfruttato. Abbiamo tante confessioni che hanno lasciato il segno in tutta la città, penso alle chiese, ai monumenti e ai cimiteri. Che dire, poi, del Santuario di Montenero, un luogo unico sia dal punto di vista spirituale che da quello paesaggistico. Attrae annualmente migliaia di turisti, che poi vanno a mangiare nei ristoranti e a dormire nei nostri alberghi. La diocesi offre più che volentieri la propria collaborazione».

Molto propositivo anche Sanzo: «Io sono pisano, è vero. Ma sono cresciuto al circolo Fides che è uno dei più importanti d'Europa. Livorno ha una grande tradizione sportiva e dobbiamo entrare nell'ottica che anche lo sport crea turismo, occupazione e fa girare l'economia. Si possono organizzate tante iniziative a basso costo che sono fattibili, sostenibili e hanno un ritorno economico enorme. A Livorno arrivano costantemente tantissimi surfisti o altri appassionati degli sport di mare. Sono una risorsa che non può essere buttata via». A proposito di sport marittimi, l'assessore Francesco Belais ha parlato della Settimana velica che torna dopo un anno di pausa. «Abbiamo ripreso la collaborazione con l'Accademia Navale per organizzare un'iniziativa che ha grande valore e che richiama tantissima gente. Molti arrivano a Livorno anche grazie al turismo fai da te e dai dati che abbiamo, sappiamo che restano qui almeno tre notti. Dobbiamo fare in maniera che non vadano altrove. Perciò stiamo pensando a tante attrattive, una su tutte sarà il Museo della Città che aprirà entro fine anno e sarà vicino al porto».

Il nostro mare. Per Gianni Anselmi, presidente della commissione Economia in Regione, «il turismo è un veicolo fondamentale per la creazione di nuovi posti di lavoro. Livorno sta vivendo un periodo di crisi e i disoccupati sono sempre di più. Attraverso il turismo, in tutte le sue sfaccettature, possiamo dare una modernizzazione al territorio. Ma abbiamo bisogno che gli imprenditori creino una rete».

Esordio “pubblico” per il nuovo presidente dell'Autorità Portuale, Stefano Corsini, che ha parlato di infrastrutture e lanciato l’idea di un museo del mare. «Escluso l'aeroporto di Pisa, questa è una regione dalla scarsissima qualità dei trasporti. Spostarsi da una città all'altra è un'impresa, soprattutto lungo la costa dove ormai una linea ad alta velocità è diventato un bisogno primario. Il porto di Livorno e quello di Piombino devono rafforzare le proprie identità, ma devono anche essere collegati meglio. E devono garantire migliori servizi sia ai commercianti che ai turisti. So cosa chiede un crocerista, vuole il massimo della comodità e ha bisogno di qualcuno che lo guidi in tutto, dai tour nella città, ai luoghi da visitare. Passando per i ristoranti e i locali tipici. Se non entriamo in quest'ottica, i croceristi andranno sempre altrove». Il direttore Luigi Vicinanza ha invitato tutti a un futuro incontro, sempre al Tirreno,con Confcomercio e Autorità Portuale per entrare nei dettagli. «Dobbiamo recuperare al massimo gli spazi urbani e sfruttarli come si deve - ha detto il direttore -, l'obiettivo a medio termine di questa città dev'essere quello di trattenere qui i turisti che oggi scelgono Pisa, Lucca o Firenze».

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