Gioco
Viale Italia, progetto viabilità bocciato: nei punti pericolosi meglio i semafori
Livorno, dibattito al Caffè Tirreno: i residenti dicono no all'ipotesi avanzata dal Comune di restringimento di carreggiata e di parcheggi a lisca di pesce
LIVORNO. “Per il viale Italia, sì alla funivia litoranea”. È stato un cartello ironico di Antonio Morozzi, che richiama la funivia proposta mesi fa dall’assessore al traffico per spostarsi dal porto alla stazione, ad aprire ieri la tappa del Caffè Tirreno organizzata sul viale Italia per parlare della viabilità. Nelle ultime settimane, infatti, il progetto candidato dal Comune a un bando regionale ha scatenato una pioggia di reazioni e ha aperto il dibattito.
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Il progetto prevede la realizzazione di una pista ciclabile su strada, dall’acquario alla Baracchina Bianca, al posto dei parcheggi lato mare. Prevede poi soste blu a lisca lato terra e la messa in sicurezza di alcuni attraversamenti pedonali, anche con la realizzazione di isole.
«Abbiamo una delle più belle vie a mare e si vuole restringere, ma scherziamo? Mettiamo dissuasori di velocità, se è quello il problema, mentre la pista ciclabile si può fare nel controviale e sul marciapiede, che è grandissimo», si arrabbia Gino Vincenti.
Ieri ai tavoli dello chalet La perla del gusto (ex Mauri) che ci ha ospitato, su una cosa tutti gli intervenuti si sono mostrati d’accordo: il progetto non piace. Bocciato il restringimento della carreggiata («viale Italia e Aurelia sono le due principali arterie di scorrimento, se non si scorre si blocca tutto», ripete Enrico Del Chicca») e bocciate anche le soste a lisca («sono pericolose»). «È assurdo restringere la carreggiata - ripete ad esempio Pietro Racco, residente - si rischia di bloccare tutto il lungomare. Io sono attento alle tematiche ambientali, non posso che essere favorevole alla pista ciclabile, ma non così invasiva». Poi chiede: «Si può mettere un autovelox?».
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Le proposte e i punti di vista sono tanti, anche molto diversi tra loro, pur guardando all’obiettivo comune di mettere in sicurezza il viale, in particolare gli attreversamenti pedonali, dove si registrano molti incidenti. Oggi a mezzogiorno i rappresentanti dell’associazione Vivi San Jacopo ne esporranno alcuni agli assessori e alla vicesindaca che li incontreranno in municipio. Un punto lo anticipa Domenico Di Domenicantonio, residente di via Meyer: «Anziché restringere la carreggiata, proporremo di installare semafori in corrispondenza degli attraversamenti più pericolosi». E fa l’esempio delle strisce di via Forte dei Cavalleggeri e di quelle davanti all’Accademia. Proposta su cui punta anche Michele Gasparri, della yogurteria Fiori Rosa, che stamani sarà presente all’incontro.
«I Cinque stelle - sottolinea Di Domenicantonio - hanno sempre detto che avrebbero consultato i cittadini: questa è una cosa così impattante e significativa che serve la partecipazione». Punto che viene sottolineato anche da Franco Fornaciari, che dal 2004 al 2009 ha fatto parte del comitato viale Italia e strade limitrofe: «La partecipazione non è una gentile concessione, ci sconforta non vederla. Prima di tutto, anche per dare un contributo, vogliamo capire bene se a monte c’è un progetto di insieme per la città, insomma, qual è il piano del traffico».
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