Il Tirreno

Livorno

Passione e musica, l’eredità di Alberto continua a suonare

di Dario Serpan
Passione e musica, l’eredità di Alberto continua a suonare

Livorno, progetti passati e futuri: gli amici lo ricordano così

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LIVORNO. «Vedo cose, faccio gente». C'è scritto nella testata del sito www.albertogranucci.it. E sotto una serie di profili che, a fatica, provano a racchiudere tutti i mondi di Alberto. Perché lui, di cose, ne faceva davvero tante, e in virtù di questo è vasta l'eredità che lascia, nonostante la giovane età.

Alberto Granucci suonava, scriveva, immaginava, incontrava, organizzava eventi, insegnava pianoforte, era anche un arrangiatore; e poi realizzava siti internet, viaggiava sui social occupandosi di web ed email marketing. E diceva: «Tutto questo mi piace ma si può sempre fare meglio». Spostare i propri limiti: ecco quello che dovranno fare gli amici e i collaboratori chiamati a portare avanti tutti i progetti che Alberto aveva in testa. Ad esempio: sabato pomeriggio, un giorno prima di andarsene all'improvviso, Alberto mi aveva scritto due email per parlarmi di almeno tre sue iniziative, dopo che qualche giorno prima ci eravamo incontrati assieme al suo amico e collega Alessio Quercioli.

C’era materiale per scrivere uno, ma forse anche due o tre pezzi, e allora Alberto mi scrive: «Saremo presto pronti per l'articolo che ci avevi proposto. Torna anche bene perché ad aprile ci sarà la mostra al Goldoni che abbiamo organizzato e un evento Jazz il 23. Ti scrivo anche perché come Alberto Granucci ho organizzato un evento come guida locale di Google e sarebbe il primo a Livorno e il primo in Italia sulle birre artigianali». Si tratta del Primo meetup Google sulla Birra artigianale a Livorno, ma il motivo iniziale per cui ci siamo incontrati si chiama Noveottavi ed è il nome dell’agenzia formalmente nata a inizio 2017 per occuparsi di musica a livello di scouting, booking, produzioni, management, eventi e comunicazione.

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«Musicisti e ascoltatori - mi scrive Alberto -, abbiamo deciso di unire il nostro lavoro alle nostre passioni per dare di vita alla Noveottavi Agency». Il nome è un omaggio alla prima band progressive, i Bright Corner, in cui Alberto e Alessio hanno suonato assieme, per circa dieci anni, facendo tour in Italia e anche all'estero. «Nove ottavi - dice Alessio Quercioli - è un tempo dispari e, come il genere prog, racchiude l'idea di una certa complessità della musica e dell'arte. Come lo era Alberto, anche io sono musicista, ma insieme avevamo deciso di metterci dall'altra parte del palco per rispondere alle esigenze degli artisti e aiutarli a crescere, non gettarli in pasto al mercato». Noveottavi vuole porsi in mezzo tra l'artista e il pubblico, cercando di disegnare la strada più breve per arrivare al successo. Tra gli artisti attualmente nel suo roster ci sono Niki La Rosa, gli Hanguitar Project e Gabriele Puccetti.

«Alberto si occupava della parte informatica e del marketing - continua Alessio; io invece delle relazioni con gli artisti e i locali, e degli aspetti contrattuali. Adesso che Alberto non c'è più ho bisogno di prendermi un po' di tempo per me, ma voglio dare continuità al progetto. Lo farò per onorare il lavoro e le idee di Alberto». Come Alessio, anche Alberto collaborava alle a. ttività dell'associazione Aeroc, dove insegnava pianoforte ed era un riferimento per l'organizzazione del Festival Musicisti Improbabili. Sempre con Alessio, Alberto stava lavorando (come pianista e arrangiatore) alla realizzazione di un musical sulla figura del pittore livornese Maurizio Biagini, tra teatro, musica e pittura, con un monologo di Walter Nenci.

E poi c'è il mese del jazz, che proprio stamani viene presentato al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo e il cui programma (40 eventi in un mese) è interamente dedicato ad Alberto, che faceva parte del Comitato Unesco Jazz Day Livorno e, oltre a curare la comunicazione sul web, per l'edizione 2017 aveva lavorato su due eventi: una mostra curata da Marina Azzurra Lulli al Teatro Goldoni e una serata musicale in programma il 23 aprile a La Deriva. Tutto questo, e ancora di più, era il mondo di Alberto, fresco e giovane come la sua età. E non può fermarsi qui.

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