La manifestazione
Il colosso cinese si presenta e bussa a Comune e Authority
Il retroscena di un canale avviato già mesi fa: la “curiosità” di Pechino per il maxi-progetto livornese già prima della visita di Stato di Delrio e Mattarella ma il dossier dev’essere ancora approfondito
LIVORNO. Neanche gli occhi a mandorla della folta delegazione cinese fermano l'ironia disincantata dello spiritaccio labronico che s’incarna in un tale in uscita da Palazzo Rosciano, dove si sono rinchiusi gli uomini di Pechino con i vertici dell’Authority: «Mannaggia, quant’è lunga la riunione: non ditemi che su c’è Berlusconi al “closing” per vendere il Milan...».
Vaglielo a spiegare che la China Railway International era già stata tirata in ballo nel toto-acquirente dell’Inter da Massimo Moratti. Non solo: la Darsena Europa costa proprio quanto la squadra rossonera.
La metafora pallonara finisce qui. Il numero uno della delegazione cinese, Chen Shiping, ce la mette tutta per tenere il profilo basso ma, chissà se proprio per questo, moltiplica le aspettative dopo l’annuncio dell’interesse per il progetto Darsena Europa a Livorno. Come quando – accompagnato da Vanni Bonadio, braccio destro del governatore Rossi con Logistica Toscana – di prima mattina sale le scale di Palazzo Rosciano con 70 minuti di anticipo rispetto all’orario preannunciato, forse per dribblare eventuali curiosità di cronisti. Eppure, quasi tre ore più tardi, risponde poi con estrema cortesia davanti alla moleskine del cronista: spiega che «siamo agli inizi di un dialogo» e crede che il porto di Livorno abbia «grandi potenzialità di crescita». Soprattutto: sottolinea che questo sviluppo va visto dentro l’orizzonte della “nuova via della seta” che, sulle orme di Marco Polo (ma percorse al contrario), mira a portare in Europa le produzioni della Cina trasformata nella manifattura del mondo. E qui mette l’accento su un passaggio che forse non è solo liturgia politico-diplomatica: ieri a Livorno il dialogo con le istituzioni della città, ma è principalmente a livello dei due governi centrali che deve crearsi il feeling per un progetto così. Insomma, gli occhi sono puntati sulla maxi-Darsena di Livorno ma è a Roma che ci si siede al tavolo.
È una sottolineatura ovvia, vista l’entità delle cifre in campo. Ma non è escluso che ci sia qualcosa di più: in parallelo o in tandem con il canale attivato con la Compagnia Portuale («a dicembre», come ripetono fonti dell’Authority), si sarebbe messa in moto una “curiosità” da parte dei cinesi specificatamente per la Darsena Europa durante le fasi preparatorie della visita di Stato in Cina guidata a fine febbraio dal ministro Graziano Delrio e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Le cronache di quella missione al massimo livello non lesinano riferimenti alla portualità, ma sempre ad altri scali. Il motivo? Risulta che gli interlocutori asiastici al lavoro sul dossier fossero sì interessati a Livorno ma avessero chiesto approfondimenti – non è chiaro di che tipo – prima di avviare una trattativa vera e propria.
A Palazzo Rosciano l’incontro con il gruppo cinese, che rappresenta la settima realtà economica del proprio Paese, è stato messo in piedi dalla Compagnia portuale (presente con Enzo Raugei, Marco Dalli, Stefano Piccini e Riccardo Boccone) insieme alla Lm Consult, società di mediazione e consulenza creditizia (sede a Livorno ma raggio d'azione nazionale); la Willis Tower Watson, broker assicurativo internazionale del risk management; la TouchStone Capital Partners, società con quartier generale fra Inghilterra e Cayman con contatti strategici in Cina (e presente a Livorno con il presidente Kenny Song).
È proprio Song a indicare per la maxi-Darsena livornese un futuro dentro la cornice della “via della seta” e «essere considerata un investimento strategico nell'ambito dello sviluppo delle nuove rotte commerciali che la Cina intende tracciare». Del resto, è un progetto che Shiping giudica «estremamente interessante» sottolineando che «la nostra società ha le spalle larghe e la capacità di investire in un progetto che ritiene possa promuovere competitività e ricchezza». Per il neopresidente dell'Authority Stefano Corsini, che ribadisce la centralità dell’infrastrutturazione ferroviaria, «non può che farci piacere l'interessamento di un soggetto del calibro della China Railway International».
La missione dei plenipotenziari di Pechino ha toccato anche Palazzo Civico: «poco più di mezz’ora» la durata del colloquio con il sindaco Filippo Nogarin e l’assessore Francesca Martini, secondo quanto riferito dal Comune. Ma Nogarin «ci riempie di speranza» il fatto che un colosso di questo rango internazionale «guardi con interesse alla nostra città e al nostro porto». Invita i cinesi a tornare per «visitare i nostri laboratori di ricerca, realizzati insieme all'istituto superiore Sant'Anna, allo Scoglio della Regina e a Villa Letizia». Poi conclue: «Vedremo se poi decideranno di partecipare effettivamente alla gara aperta per la Darsena Europa o meno».
Intanto, Bonadio chiosa: «Se son rose fioriranno. Qualche bocciolo però l’ho visto...».
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