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Viale Italia, dai commercianti coro di no ai parcheggi a pagamento

Viale Italia, dai commercianti coro di no ai parcheggi a pagamento

Livorno, non convince il piano pentastellato per il viale Italia. E tra le critiche ci sono anche quelle di tante attività commerciali del lungomare, a partire dalle baracchine

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LIVORNO. Non convince il piano pentastellato per il viale Italia. E tra le critiche ci sono anche quelle di tante attività commerciali del lungomare, a partire dalle baracchine che pagano l'affitto proprio al Comune e si sentono penalizzate dalla rivoluzione annunciata con la candidatura del progetto ai finanziamenti regionali. Intanto perché - secondo i commercianti intervenuti ieri - i parcheggi a pagamento spingerebbero le persone a fermarsi altrove per fare colazione o pranzare. Poi perché temono che il restringimento della carreggiata possa portare a un blocco del traffico e le persone a frequentare altre zone. Tutto con il forte rischio di un ulteriore calo di clienti e incassi, un incubo in un momento così difficile dal punto di vista economico.

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È questo il quadro dipinto dalle attività del lungomare durante la tappa di ieri del Caffè Tirreno, stavolta basato non su un quartiere bensì su un tema preciso, cioè la viabilità che tanto ha fatto discutere nelle ultime settimane. «È tutto sbagliato - sostiene Ilaria Ferretti, lavoratrice dello chalet La perla del gusto (ex baracchina Mauri), che ha ospitato la nostra iniziativa - e si capisce anche solo leggendo i punti chiave di questo nuovo piano. Faccio un esempio semplicissimo: un caffè costa un euro dovunque, ma se bisogna pagare anche il parcheggio allora la spesa è doppia. Ecco perché le persone andrebbero da un'altra parte, ecco perché per noi sarebbe un disastro». Insomma, no alla sosta a pagamento.

Nella rivoluzione del viale Italia, oltre alle strisce blu a lisca di pesce lato terra, c'è l'idea della pista ciclabile sulla carreggiata lato mare, quindi dalla parte opposta rispetto a questi nuovi parcheggi (a pagamento per i non residenti). E anche qui arrivano proteste, perché «il marciapiede è grandissimo - continua Ferretti senza giri di parole - e la soluzione più logica sarebbe quella di creare lì un percorso per le bici, dividendolo dallo spazio per i pedoni».

«Anche noi siamo contrari a questo piano - aggiunge Daniela Berti, della baracchina Delfino - mi sembra veramente negativo per tutti, da noi commercianti ai residenti di questa zona, passando per tutti coloro che amano passare le giornate di festa sul lungomare». «Si parla tanto di turismo - è il suo punto di vista - poi non c'è neanche un bagno pubblico in tutto il viale Italia. Ma com'è possibile una cosa del genere? È un controsenso, ogni domenica abbiamo decine di persone in fila per il bagno».

Insomma, tra molti commercianti si respirano perplessità. Ma la grande paura delle attività, come sostiene Cristian Perciavalle della baracchina Alpe, è un'altra: «Il nostro vero incubo riguarda il controviale, perché trasformarlo in un'area pedonale o mettere tutti quei posti auto a pagamento allontanerebbe i clienti dalle baracchine. E per noi sarebbe dura andare avanti». In realtà il controviale non fa parte del progetto candidato all’ultimo bando regionale. Comunque l’amministrazione non ha mai fatto mistero di voler rivedere il tratto di controviale che arriva alla Bellana, magari con percorsi ciclabili e pedonali. «Per il resto ci sono tante perplessità - continua Perciavalle - vorrei che l'amministrazione comunale intervenisse sempre con attenzione, sensibilità e rispetto».

Qualità che pretende anche Paola Battini, che lavora dietro al bancone del Prosciuttaio: «Così viene affossato il commercio - il suo punto di vista - non si può mettere a rischio tutte queste attività. Il parcheggio a pagamento? Ovviamente non sono d'accordo, potrei accettare solo tariffe basse come al Mercatino americano (30 centesimi per ogni ora, ndr)».

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