Italia
La “pet therapy” sbarca in carcere
Successo per il Progetto Ulisse a sostegno delle persone detenute
LIVORNO.
«È un vero piacere trovarmi a parlare del Progetto Ulisse di Pet Therapy nella casa circondariale di Livorno, che abbiamo deciso di promuovere perché particolarmente coerente con quelli che sono gli obiettivi principali del nostro Rotary Club di Livorno». È con queste parole che Augusto Parodi, presidente del Club, ha spiegato l’iniziativa, ringraziando la direttrice del carcere Santina Savoca e l’organizzazione carceraria per aver accettato di attuare il progetto a Livorno. Si tratta di un progetto di educazione cinofila di base e sostegno alla genitorialità con la mediazione del cane, cominciato a gennaio 2017, e dedicato alle persone detenute, promosso appunto da Rotary e Fondazione Livorno e patrocinato dal Comune e dall’ordine dei medici veterinari. Il corso, che è in corso di svolgimento, si è potuto svolgere grazie agli istruttori dell’associazione DoReMiao e con il contributo di Frontline Combo che ha sponsorizzato le attività.
«Ringrazio anche i miei colleghi Vanessa Turinelli ed Antonio Cioppa che hanno preso a cuore il progetto - ha aggiunto Parodi - e che abbiamo subito apprezzato con grande entusiasmo quando la dottoressa Barbara Bellettini presidentessa di Doremiao ha proposto a noi ed alla Fondazione Livorno un anno fa. Perché il carcerato e la sua famiglia sono effettivamente persone che si trovano in un momento di debolezza ed hanno bisogno di aiuto per ritrovare se stessi, le loro ragioni di vita, i loro sentimenti e le loro relazioni per il periodo nel quale resteranno nel carcere e per la loro vita futura».
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