Gioco
Il gigante cinese guarda alla Darsena Europa
La delegazione di China Railway International si dice interessata al porto di Livorno: per questo ha incontrato il ministro Graziano Delrio, il governatore Enrico Rossi e le istituzioni locali
LIVORNO. Non è solo un nome che salta fuori, ma anche un volto. Anzi, tre: quello del presidente Chen Shiping, quello dell’ingegnere-capo ingegnere Yuan Zuoxiang (che è anche il punto di riferimento del marketing), quello di Kenny Song, che è alla guida TouchStone Capital Group Holdings, polo finanziario che sostiene le strategie delle grandi compagnie statali di Pechino. Sono tre fra i principali dirigenti di China Railway International Group, il gigante cinese delle infrastrutture che si è mosso dal quartier generale di Pechino, ai piani alti di Fuxing Road, nel distretto di Haidian, per sbarcare dalle nostre parti e fissare lo sguardo sulla Darsena Europa.
Almeno per adesso non è altro che una manifestazione d’attenzione che non risulta si sia tradotta in iniziative effettive riguardo al bando dell’Authority tuttora aperto (con scadenza fine maggio), però la delegazione cinese ha avuto un faccia a faccia prima con il governatore toscano Enrico Rossi e successivamente con il ministro Graziano Delrio che ha accolto i plenipotenziari di Pechino insieme al proprio braccio destro Ivano Russo e alla consigliera diplomatica Giuseppina Zarra. Del resto, era stato proprio Delrio a guidare insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella la visita di Stato poche settimane fa in Cina: e proprio le questioni della portualità erano state messe sotto i riflettori dalle autorità cinesi.
Non solo: giovedì 23 la delegazione asiatica ha dedicato la giornata agli incontri in sede locale. All’Authority un lunghissimo faccia a faccia con i vertici di Palazzo Rosciano, in Comune l’incontro con il sindaco Filippo Nogarin e l’assessore Francesca Martini “durato poco più di mezz’ora”, come precisa la nota del Comune di Livorno.
Secondo quanto riferito da Palazzo Rosciano, nel team che ha promosso l’incontro con l’istituzione portuale fanno parte, insieme alla Compagnia guidata da Enzo Raugei, la Lm Consult, società di mediazione e consulenza creditizia (sede a Livorno ma raggio d’azione a livello nazionale); la Willis Tower Watson, broker assicurativo internazionale che si occupa di risk management su scala mondiale; la TouchStone Capital Partners, società internazionale specializzata nell’international investmnent banking con contatti strategici in Cina.
China Railway International è una controllata del gigante ferroviario di Stato. Stiamo parlando di un colosso di primissima grandezza sul ring delle grandi opere internazionali: la top 250 dei “general contractor” stilata da una bibbia del settore come Enr piazza il China Railway Group al primo posto al mondo, in una classifica che vede il gigante infrastrutturale ferroviario cinese occupare il primo posto (con altri tre big di Pechino che si spartiscono anche le altre posizioni del podio e perfino la quarto). Per farci un’idea: è sotto la 60ª posizione la più importante realtà italiana del settore, la Salini Impregilo, che non dev’essere un moscerino se è stata fra le capofila dell’allargamento del Canale di Panama. Nel corso del colloquio con lo stato maggiore dell’Authority è emerso che il China Railway Group ha messo in campo 452 progetti in questi anni in campo marittimo portuale (dalla realizzazione di terminal portuali alle attività di dragaggio).
È chiaro stiamo parlando di approcci, prima ancora che di qualcosa che si stia concretizzando in una trattativa vera e propria: anche perché c’è un avviso per manifestazioni d’interesse già aperto. E tutt’altro che revocato, benché slittato a più riprese e finito nel mirino delle critiche relative alla difficile sostenibilità finanziaria del project financing.
Qui, comunque, è in ballo un soggetto che ha le “spalle” (e gli orizzonti strategici) che può avere un fondo sovrano o qualcosa del genere. E si presenta come il settimo gruppo imprenditoriale di tutta la Cina. Parlano i numeri. Nella mappa che Fortune dedica alle aziende più grandio del pianeta, la China Railway piazza la controllata Engineering al 57° posto (con ricavi che sfiorano i cento miliardi di dollari). Su standard un po’ sotto Bmw, J.P. Morgan o Gazprom e un po’ sopra Microsoft, Eni, Citigroup o Nestlè. E soprattutto in prepotente ascesa se è vero che appena dodici mesi prima era al 71° posto. Con circa 280-290mila addetti, la capacità di generare utili per poco più di 980 milioni di dollari all’anno con un patrimonio attorno ai 110 miliardi di dollari.
Finora il gruppo cinese ha investito fortemente in economie asiatiche, africane e sudamericane: in ballo anche il primo approccio in Europa con una ferrovia nell’area balcanica. Con l’interessamento per il porto di Livorno è la prima volta che il gruppo fa capolino in Italia, anche se in passato era stato associato ai movimenti per rilevare l’Inter da Massimo Moratti.
Non è invece la prima volta che il progetto della maxi-Darsena suscita una qualche attenzione da parte di operatori cinesi: nel giugno scorso avevamo dato conto di alcuni segnali provenienti da Fosun International, la conglomerata privata numero uno dell’economia cinese guidata dal tycoon cinquantenne Guo Guangchang.
Ad accompagnare dal ministro la delegazione cinese erano il presidente della Compagnia Portuale Enzo Raugei e il vice Marco Dalli, nel tour istituzionale livornese nel gruppo dei portuali figuravano anche gli altri esponenti del consiglio (Riccardo Boccone e Stefano Piccini).
Erano stati loro, nel corso di contatti commerciali in Cina, a trovare il canale giusto per intercettare l’interesse del mondo imprenditoriale cinese. Dal quartier generale dei portuali livornesi si mette l’accento sul «clima di grande collaborazione e soddisfazione per l’interesse cinese allo sviluppo del porto labronico». Viene riferito che il ministro ha ribadito di considerare Livorno «porto strategico del sistema nazionale accogliendo molto favorevolmente l’interesse manifestato da China Railway»: Delrio ha detto agli emissari cinesi che il suo dicastero metterà i propri collaboratori Russo e Zanna a disposizione «per qualsiasi problema dovesse sorgere di livello istituzionale», come è stato riportato da fonti della Compagnia portuale.
Nel precedente incontro in Regione, la delegazione cinese - secondo quanto riportano fonti fiorentine - ha sottolineato che il proprio gruppo non si limita a costruire ma si occupa anche di investimenti e di gestione. Rossi, accompagnato da Vanni Bonadio (Logistica Toscana), ha risposto garantendo che se l’investimento si concretizzerà «potrete contare sulla collaborazione da parte del mio ufficio e degli altri della Regione per una pronta risoluzione degli adempimenti burocratici». Aggiungendo: «Il vostro sarà un investimento graditissimo, che intensificherà le relazioni commerciali tra Italia, Europa e Cina». Raugei si dice «molto soddisfatto»: quella del gruppo cinese è una «opportunità che ha uno spessore di livello nazionale per non dire europeo, che abbiamo ricercato con tanta fatica nell’intento di dare una svolta forte all’economia del territorio».
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