La protesta
Salta la mensa per i profughi in via Michon
Dopo la protesta dei residenti, la società privata che aveva previsto l'apertura ha deciso di fare un passo indietro. Incontro con l'assessora al sociale
LIVORNO. Salta la mensa per i profughi tra via dell'Indipendenza e via Michon. Non si farà più. La società che gestisce altri centri di accoglienza in città e che aveva deciso di aprire lo spazio da 500 metri quadri in pieno centro, ha deciso di fare un passo indietro dopo la protesta scoppiata negli ultimi giorni nel quartiere.
Nella zona è infatti nato un comitato di residenti che ha iniziato un volantinaggio e lanciato una raccolta firme per bloccare l'apertura della struttura. Per sabato 25 marzo era stata organizzata anche un'iniziativa pubblica nel vicino parco Centro Città, accanto all'Odeon. Ma ora ecco il passo indietro. "Non vogliamo problemi con la città, non vogliamo problemi con nessuno, stamani (mercoledì 22) abbiamo parlato anche con l'assessora al sociale e abbiamo deciso di fare un passo indietro", confermano al Tirreno i rappresentanti della società Perassi, che gestisce i centri di accoglienza nati negli ex hotel Gran Sasso e 4 Mori, in zona Carducci. Nella mensa avrebbero pranzato e cenato proprio un centinaio di richiedenti asilo ospitati nei due ex hotel e in un altro albergo del centro. Migranti che sono stati affidati da tempo dalla prefettura alla gestione di Arci solidarietà.
"Cercheremo - spiegano dalla società - altre soluzioni da concordare con il Comune". Per adesso i migranti continueranno a mangiare negli spazi utilizzati fino a questo momento in uno dei centri di accoglienza.
Ma dalla società arriva comunque uno sfogo: "Per noi era una iniziativa lodevole, avevamo trovato uno spazio idoneo, più grande, per queste persone. Scrivetelo pure: i migranti continueranno ad arrivare, quando i cittadini li vedranno mangiare per strada davanti casa, capiranno che questa era una iniziativa positiva. Non volevamo creare problemi, questi social ti mettono alla mercé di tutti, abbiamo deciso di fare un passo indietro".
L'incontro con l'assessora al sociale. Dal municipio è stata diffusa una nota che conferma che "la nuova mensa per immigrati non si farà". "Sono stati gli stessi gestori dei locali - si legge - ad annunciarlo all’amministrazione, al termine di un colloquio richiesto dall’assessora al sociale, Ina Dhimgjini.
“Siamo di fronte a una vicenda nata male, ma che ha avuto un epilogo positivo", è stato il commento dell'assessora: "Noi, ovviamente, non abbiamo chiesto nulla ai gestori, ma abbiamo preso atto con piacere della loro decisione di non entrare in conflitto con i residenti del quartiere, che già stavano preparando una raccolta firme contro l’apertura della struttura”.
Dhimgjini ha commentato così: “Sia ben chiaro, siamo perfettamente consapevoli della necessità di trovare locali adeguati da utilizzare come refettori per i migranti presenti sul nostro territorio. Se vogliamo però affrontare in maniera costruttiva la questione, è necessario un approccio differente: non è possibile che l’amministrazione non venga coinvolta in un progetto potenzialmente così impattante sul centro della città”. “Come abbiamo detto anche nel corso del colloquio - ha concluso - noi siamo disponibili a sederci attorno a un tavolo con tutti i soggetti interessati a realizzare progetti di inclusione e integrazione, in modo da trovare una soluzione anche alla questione delle mense. Quello che non possiamo accettare è che si prendano decisioni simili senza nemmeno consultarci”.
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