Il Tirreno

Livorno

Astensione degli avvocati penalisti, settimana senza processi

Astensione degli avvocati penalisti, settimana senza processi

La protesta contro la riforma della Giustizia del Ministro Orlando «Tempi più lunghi per arrivare a sentenza e meno diritti per gli imputati»

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LIVORNO. Una settimana di astensione da parte degli avvocati penalisti, dal 20 al 24 marzo, contro la riforma della Giustizia del ministro Orlando. Da ieri fino a venerdì, dunque, stop alle udienze. E al tribunale penale di Livorno saranno diversi i processi importanti ad essere rinviati: dalla presunta truffa immobiliare a Ghiaccioni, passando per i 134 chili di droga scoperti in porto.

Le ragioni dello sciopero le spiega il presidente della Camera penale di Livorno, l’avvocato Marco Talini. «Per spiegare le ragioni della nostra astensione - dice - chiedo al lettore un piccolo sforzo di immaginazione. Gli chiedo di far conto di trovarsi, per una qualche ragione, sottoposto a un procedimento penale. Succede anche nelle migliori famiglie. Bene, ed allora gli domando: sarebbe favorevole ad un processo che può concludersi a 20 o 30 anni di distanza dal fatto che gli viene contestato, quando egli è ormai un'altra persona e quando è difficile se non impossibile portare prove a propria difesa? E cosa penserebbe se fosse processato senza avere di fronte il suo giudice e senza avere accanto il suo avvocato? Sono domande alle quali noi, purtroppo solo noi avvocati, ci facciamo carico di rispondere avendo a cuore i diritti di tutti. E la risposta è che non accettiamo che si possano prolungare oltre ogni ragionevolezza i tempi del processo e che si possano celebrare processi con l'imputato chiuso in una saletta, da solo, a centinaia di chilometri di distanza dal tribunale che lo sta giudicando».

Poi entrando nello specifico aggiunge: «La riforma del processo penale targata Orlando, pur dichiarando di voler razionalizzare il processo e di voler tutelare i dritti dei cittadini, autorizzerà le nostre corti a procrastinare all'infinito i processi che già oggi hanno tempi irragionevoli. Estenderà i casi nei quali si può celebrare il processo cosiddetto “a distanza” ed aumenterà ulteriormente le pene, già severissime, previste per alcuni reati. Senza che a ciò corrisponda alcuno sforzo economico e/o organizzativo per far funzionare meglio procure, tribunali e corti. A ciò si aggiunge la beffa del voto di fiducia. È per noi intollerabile - va avanti - che attraverso il voto di fiducia si restringa il dibattito parlamentare su questi temi, tra i più delicati del diritto e del processo penale. Quindi per questo e solo per questo, per la tutela dei diritti di tutti, l'Unione delle Camere Penali o noi tutti abbiamo deciso compatti di astenerci dalle udienze penali e da ogni altra attività giudiziaria in materia penale per tutta la prossima settimana. E se non si tornerà alla ragione ci saranno altre e più intense forme di protesta».

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di Redazione web