Gioco
Una casa di cura irregolare scoperta in centro
Livorno, nel mirino la “Villa del sorriso” in via Indipendenza La struttura si definisce casa famiglia: multata
LIVORNO. All’interno c’erano otto anziani pazienti, persone giudicate non autosufficienti, bisognose di cure sanitarie e non in grado di gestirsi da sé. Ora quegli stessi pazienti sono stati trasferiti in altre strutture. Nei giorni scorsi, la casa dove erano alloggiati, Villa del Sorriso, in via Indipendenza, è finita nel mirino dei carabinieri. Si tratta di un’abitazione ufficialmente classificata come casa famiglia in grado di ospitare persone riunite in comunità, ma dove in realtà, secondo quanto emerso dai controlli dei militari dell’Arma, veniva svolta anche attività sanitaria, ma senza le necessarie autorizzazioni. Una irregolarità amministrativa che determina una salata multa: in questi casi l’importo è di 5mila euro.
A far scattare il controllo è stato un esposto. E segnalazioni sono giunte al nostro giornale anche da persone che gravitano nella zona di via dell’Indipendenza e che si erano accorte di qualcosa di strano. La casa famiglia ha sede al primo piano di un edificio, nella strada che si trova in pieno centro, a un passo da piazza Cavour. È lì che i residenti del condominio, mercoledì mattina, hanno visto arrivare i carabinieri. A effettuare il sopralluogo, in base a quanto appreso, sono stati i militari del comando provinciale di viale Fabbricotti insieme con i colleghi del Nas, Nucleo anti sofisticazioni e sanità, specializzati in questo tipo di controlli.
I carabinieri hanno effettuato accurate verifiche all’interno dell’appartamento. Lì hanno trovato le due gestore, mamma e figlia, alcuni “sorveglianti” che vigilavano su otto pazienti, alcuni dei quali anche molto anziani, e i letti dove gli stessi dormivano. Persone che, secondo le prime valutazioni emerse, hanno necessità di assistenza sanitaria e che quindi non sono in grado di partecipare in autogestione a una vita di comunità di tipo familiare. Inoltre, in base a quanto emerso, all’interno della struttura sono stati trovati anche elementi che hanno fatto pensare che la struttura fosse di fatto una casa di cura: non solo farmaci ma anche strumentazioni sanitarie. Contestazioni che il personale della Villa del sorriso - che si presenta come una srl gestita da una famiglia - avrebbe respinto, dicendo di non praticare alcun servizio sanitario, ma solo un’attività di casa famiglia. La legge che regola la materia è molto complessa, ma chiara su questo punto: per fare attività sanitaria servono una serie di autorizzazioni e la presenza di personale specializzato.
Fatto sta che, in seguito al sopralluogo dei carabinieri, in via dell’Indipendenza si sono recati anche gli assistenti sociali dell’Asl. Gli otto pazienti che erano alloggiati nella struttura ora non ci sono più. E nella sede della casa famiglia, in via dell’Indipendenza, da due giorni non risponde nessuno. Sul caso stanno ancora indagando i carabinieri: sono in corso ulteriori accertamenti per capire se dietro le irregolarità di carattere amministrativo trovate dai carabinieri possano esserci anche dei profili di tipo penale legati all’esercizio abusivo della professione.
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