Gioco
Pardini l’ottimista: «Nella nostra provincia 6.000 posti di lavoro»
Livorno, rieletto per la terza volta segretario provinciale della Cisl. «Questo territorio ha problemi ma anche potenzialità, ecco la nostra ricetta»
LIVORNO. Sarà Pardini-tris. Il congresso provinciale della Cisl di Livorno che si è tenuto giovedì 16 marzo all'Hotel Palazzo si è chiuso con la conferma del segretario generale, che rimarrà in carica per il terzo mandato consecutivo. «Questo è un punto di partenza - ha spiegato Giovanni Pardini, una volta che è stato proclamato di fronte all'assemblea - e una base per ripartire con ottimismo verso il futuro. È ora di dire basta alle divisioni e ai disaccordi per principio, dobbiamo ripartire dalle persone e dal lavoro". Il segretario Cisl ha già le idee chiare su quali saranno le priorità dei suoi prossimi 4 anni di mandato.
«Livorno ha grandi potenzialità ma anche grandi problemi. Abbiamo oltre 15mila disoccupati e questa situazione deve cambiare perché per rialzarsi questa città ha bisogno del lavoro, non possiamo pensare ad altre forme di assistenza. Serve occupazione. Con i progetti che la Cisl vuole applicare, siamo convinti di poter creare almeno 6 o 7mila posti di lavoro concreti, partendo dal porto, fino ad arrivare alle infrastrutture e all'ospedale. Per quanto riguarda il porto dobbiamo costruire il prima possibile la Darsena Europa, che permetterà di avere un respiro molto più europeo a tutta Livorno. Poi dobbiamo sistemare la questione dei bacini e puntare di più sulle crociere».
«Un altro nodo cruciale - aggiunge - è quello dell'ospedale. L'amministrazione dica rapidamente cosa vuole fare, se costruirne uno nuovo o potenziare quello già esistente. Ma sia concreta. Livorno non può essere il pronto soccorso di Pisa. Siamo stati etichettati come area di crisi complessa, perciò abbiamo avuto diritto a 30milioni di euro che devono essere sfruttati bene. Da quei fondi possiamo attingere per dare lavoro ad almeno 1500 persone. Anche sulla questione Esselunga ne abbiamo sentite tante, ma in concreto non si è fatto nulla. E su quel fronte le occupazioni potrebbero arrivare a quota 300. Infine, pensiamo che Livorno abbia bisogno di un collegamento migliore con le altre città e con Piombino, visto che ormai i due porti sono entrati in sintonia. Deve partire il progetto dell'autostrada tirrenica, così come la bretella 398 che permetterà il collegamento dalla Variante Aurelia al porto piombinese. Siamo convinti che con le nostre proposte la città possa rialzare finalmente la testa, ma tutti devono remare dalla stessa parte. Si cresce con gli investimenti e con la riduzione della pressione fiscale, altrimenti continuiamo solo a fare tanti discorsi».
Poi Pardini ha fatto anche un bilancio dei precedenti due mandati. «Sono felice di essere stato eletto per la terza volta alla segreteria del sindacato, significa che abbiamo lavorato bene - afferma - Anche i numeri confermano il nostro impegno, visto che abbiamo superato i 22mila iscritti. In un momento di crisi di identità come questo la gente ha dimostrato che i sindacati sono ancora un punto di riferimento, cosa che ormai la politica non lo è più». Per questo il numero uno della Cisl si è rivolto anche alle altre sigle sindacali, alle istituzioni e all'amministrazione.
«Basta litigi tra i singoli soggetti per difendere la propria bandiera - aggiunge Pardini nel discorso di apertura del congresso - perché Livorno non ha più tempo da perdere. È finito il momento delle pacche sulle spalle di solidarietà, bisogna iniziare a rimboccarsi le maniche tutti insieme. Mi auguro che la Cgil e la Uil non entrino nelle questioni partitiche e in special modo nelle primarie del Pd, come successo in passato, ma si concentrino solo sul lavoro. L'Italia deve ripartire e deve avere un'importanza maggiore in Europa rispetto a quella che ha avuto fino ad ora. Il concetto di Unione Europea stesso va ripensato perché così com'è adesso è a esclusivo uso e consumo della Germania».
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