Italia
In centro apre una grande mensa per i profughi: i dettagli
Livorno, lavori in via Michon. I gestori privati: «Qui mangeranno più di 100 migranti di altre strutture, già assunti cinque profughi come aiuto cuoco»
LIVORNO. I lavori sono appena partiti: prima di Pasqua, tra via dell’Indipendenza e via Michon, in uno spazio di circa 500 metri quadri, sarà aperta una mensa per i profughi ospitati in altre strutture della città. Per cominciare pranzeranno e ceneranno qui un centinaio di persone, ma la cucina e gli spazi saranno attrezzati per rispondere a un numero anche maggiore di richieste.
La notizia circolava da qualche giorno tra i palazzi che si affacciano sulle vie del centro, a due passi dagli scali Manzoni e da via Verdi. Ieri è arrivata la conferma. L’operazione è privata: il 7 marzo al Comune è stata presentata una comunicazione di inizio lavori per il frazionamento degli spazi che prima erano occupati da un supermercato, all’altezza di via dell’Indipendenza 57. Una ventina di metri resteranno ad uso commerciale, sganciati dall’operazione. Nel resto dello spazio saranno ricavati una cucina e un salone per la mensa (con accesso da via Michon).
«I permessi sono in regola e quindi hanno il diritto di aprire, ma è certo che terremo gli occhi ben aperti sia dal punto di vista della gestione della struttura che dal punto di vista della sicurezza di un’area centrale come quella», hanno subito commentato dal Comune. Ma chi gestirà gli spazi? E per chi? A gestire la mensa sarà la società di Alberto Perassi che in collaborazione con Arci solidarietà (che si occupa dei migranti) amministra già i centri di accoglienza degli ex hotel Gran Sasso e 4 Mori, nella zona del viale Carducci.
«Al momento - spiegano dalla società - tutti i richiedenti asilo ospitati in queste due strutture e al Mini Hotel, in tutto più di cento persone, mangiano negli spazi dell’ex hotel 4 Mori, che però sono troppo piccoli. Così abbiamo deciso di prendere in affitto questo fondo di 500 metri in via dell’Indipendenza, abbiamo già avuto il parere positivo dell’Asl, stiamo facendo i lavori, pensiamo di aprire per Pasqua». Il numero di migranti che mangeranno qui potrebbe aumentare «perché stiamo cercando di fare contratti anche con altre associazioni». «Oltre alla cucina e al salone - viene poi spiegato - ci saranno degli spazi per la socializzazione e per lo svago». Sono previsti due turni a pranzo e due a cena, le colazioni invece resteranno negli hotel o nei centri di riferimento.
Una storia inedita, almeno in città: «Abbiamo preso a lavorare cinque profughi, li abbiamo assunti a tempo indeterminato come aiuto cuoco», raccontano infatti dalla società. «Lavoreranno nella cucina della nuova mensa con la nostra cuoca nigeriana, forse serviranno anche nuovi contratti». «In più - concludono - stiamo lavorando a un accordo con alcune associazioni per preparare una trentina di pasti al giorno per i poveri». Si chiamerà “mensa Michon”: l’ingresso da via dell’Indipendenza sarà chiuso, l’ingresso sarà appunto da via Michon.
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