Gioco
Bacini: Vertenza alla Port Authority
Consegnato un documento in cui è stata chiesta a Corsini la salvaguardia dei disoccupati livornesi nel bando di gara
LIVORNO. «Via alla gara, massimo impiego delle infrastrutture e salvaguardia dei lavoratori disoccupati». Nella mattinata di ieri una delegazione di Vertenza Livorno (e dei partiti cittadini che hanno aderito all’iniziativa) si è recata sugli scali Rosciano presso la sede dell'Autorità Portuale, per chiedere un incontro al nuovo presidente Stefano Corsini.
Il gruppo guidato da Sergio Landi ha lasciato all'ingresso di palazzo Rosciano una busta indirizzata al neopresidente dell’Authority, contenente il documento di Vertenza che all'inizio del mese di marzo aveva incassato l'adesione trasversale di vari esponenti di diverse forze politiche (ieri con i disoccupati c'era anche Fratelli d'Italia).
Un documento-proposta per la salvaguardia dei disoccupati in vista del bando di gara per i bacini . «Ci sono una delibera della giunta regionale ed una mozione del consiglio regionale da rispettare - spiega Landi - Perciò auspichiamo che il nuovo Presidente dia una svolta nel segno della concretezza nel più breve tempo possibile augurandoci che eventuali interessi industriali ed immobiliari nascosti sotto la cenere non prevalgano sui diritti dei lavoratori».
Il bacino galleggiante Mediterraneo è stato dissequestrato pochi giorni fa dalla Magistratura, a distanza di un anno e mezzo dal tragico incidente occorso alla nave oceanografica Urania nel quale morì un operaio di 38 anni; il conseguente blocco aveva causato la sospensione della gara per l'affidamento della gestione dell'intero comparto. «Chiediamo che nel bando di gara venga allegata una lettera d'invito ai partecipanti che chiarisca i termini della questione, oggi ce ne andiamo da qui consapevoli che la partita è ancora aperta» conclude Landi. Lo stesso Landi su Fb aveva lanciato l’iniziativa invitando tutti a prendxere parte a questa «battaglia che era finita nel dimenticatoio e che qualcuno voleva far ripartire da capo nel tipico gioco dell'oca livornese dove tutto comincia e niente arriva alla fine, perché i conservatori dello status quo vestono molti panni».
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