Il Tirreno

Livorno

«Non ci sono più le esigenze cautelari» L’infermiera non tornerà in carcere

Fausta Bonino, l'infermiera 56enne dell'ospedale di Piombino, arrestata il 30 marzo 2016 con l'accusa di aver causato la morte di 14 pazienti nel reparto di rianimazione dove lavorava, e scarcerata...

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Fausta Bonino, l'infermiera 56enne dell'ospedale di Piombino, arrestata il 30 marzo 2016 con l'accusa di aver causato la morte di 14 pazienti nel reparto di rianimazione dove lavorava, e scarcerata 21 giorni più tardi su decisione del tribunale del riesame di Firenze, per ora non rischia di tornare in carcere. La procura di Livorno, nei giorni scorsi ha chiesto al gip la revoca della misura cautelare. Il procuratore Ettore Squillace Greco e il sostituto Massimo Mannucci sono sempre convinti delle accuse alla donna, che resta indagata, ma hanno deciso di avanzare la richiesta di revoca della misura perché, dopo quasi un anno, sono venute meno le esigenze cautelari. In particolare il carcere per Bonino, secondo la procura, non è necessario in questo momento, sia per la decisione della Cassazione, che ha giudicato contraddittoria l'ordinanza del riesame, sia perché il tribunale del lavoro ha respinto la richiesta dell'infermiera di tornare nel reparto dove sarebbero state somministrate dosi letali di eparina. L'inchiesta sta andando avanti e si attendono ora i risultati delle autopsie effettuate tra dicembre e gennaio dopo la riesumazione delle salme di 8 delle 14 vittime di morte sospetta.

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di Redazione web