Gioco
Passaggio a livello vietato ai camion Protestano le imprese di trasporto
Magagnini (Anita-Confindustria): via Da Vinci è zona di porto e industrie, non ha senso riservarlo a bici e motorini. Angioli (Fita-Cna): disattese le nostre richieste, pensiamo di mobilitare la categoria
LIVORNO. Altro che esultare per la realizzazione del passaggio a livello automatico a Livorno Calambrone, come hanno fatto – per una volta d'accordo – l'assessore regionale Pd Vincenzo Ceccarelli e il collega comunale M5s Alessandro Aurigi. Agli autotrasportatori quella scelta non è andata per niente giù. Gli amministratori rivendicano che con la riapertura di quel passaggio fra via Leonardo Da Vinci e via Iacoponi è stato risolto il problema della possibilità di bici e motorini di arrivare a Tirrenia ma, secondo gli esponenti del mondo del trasporto via camion, a pagarne lo scotto saranno proprio le imprese di trasporto.
Si ha notizia del fatto che sul tavolo del sindaco Filippo Nogarin sono arrivate varie lettere dello stesso tenore: in una zona ad alto flusso di camion e Tir da e per il porto, si riapre un varco ma si costringono i trasportatori a fare giri e lunghi o a compiere manovre proibite e a rischio incidenti.
Ad esempio, Marcello Magagnini, esponente di categoria nel comitato portuale uscente della vecchia Authority e consigliere dei trasportatori Anita di Confindustria, ricorda che insieme all'omologo degli artigiani Cna ha portato all'attenzione del sindaco il problema della chiusura del passaggio a livello di via Mogadiscio dopo la creazione della direttissima ferroviaria per la Darsena Toscana: e, dice Magagnini, avendo anche «l'impressione di una certa sensibilità dell'amministrazione», quasi un occhio di riguardo nei riguardi delle aziende portuali, «praticamente le uniche rimaste faticosamente in piedi in una situazione economica cittadina devastata».
Sulla stessa lunghezza d'onda anche gli artigiani Cna, solo per dirne un'altra: Massimo Angioli, amministratore delegato di Cora, rappresentante Fita-Cna e membro della commissione consultiva di Palazzo Rosciano. Anch'egli torna sul confronto col sindaco ma - rincara - «visto che al momento le nostre richieste non sono state recepite, dovremo considerare anche la possibilità di mobilitare tutta la categoria , con la possibilità di manifestazioni, mirate a risolvere il problema».
Dopo la chiusura del passaggio a livello di via Mogadiscio, l'apertura di quello di via Da Vinci era stata vista come la soluzione: invece è stato messo il divieto ai mezzi pesanti, «in un'area dove insistono esclusivamente industrie e logistica», dice Magagnini che («a nome di tutta la categoria») invita il sindaco a ripensarci. Questa zona - afferma - è «in un centro nevralgico portuale/industriale/logistico dove il collegamento tra le varie attività, Costieri Doc, Sintermar, Industrie Laviosa, Tdt, Terminal Gtr, Terminal Lorenzini, Costieri D'Alesio, Transeo, Ltm, Terminal Paduletta ecc. sono legate tra loro inscindibilmente, con lo sfogo della Fi-Pi-Li come uscita finale, ed il camion è l'unico mezzo che li connette, ed è fondamentale che le variabili che determinano i costi di trasporto come la fluidità, lo scorrimento, facilità di accesso siano ridotte al massimo».(m.z.)
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