Il Tirreno

Livorno

L’Asl: «Sfrattiamo il circolo dei dipendenti: ci deve 200mila euro»

L’Asl: «Sfrattiamo il circolo dei dipendenti: ci deve 200mila euro»

La decisione dell’azienda che da più di un anno sollecita i pagamenti al Cral De Lauretis sull’abbandono della villa: può rinascere solo con una vendita

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LIVORNO. «È con rammarico che siamo stati costretti a rescindere il contratto che concedeva al circolo dipendenti l'utilizzo del complesso sportivo collocato all'interno della villa Rodocanacchi a Monterotondo, ma purtroppo il Cral ha maturato nei confronti della Asl un debito che ammonta a circa di 200mila euro». Maria Teresa De Lauretis, direttore generale dell'Azienda Usl Toscana nord ovest, spiega il motivo della decisione che sarà un duro colpo per tante persone del quartiere, compresi i dipendenti ospedalieri, che hanno a cuore il circolo, come frequentatori e come collaboratori.

Proprio loro si erano rivolti a Caffè Tirreno, che giovedì scorso ha fatto tappa in Collinaia, per lanciare un appello all’Asl. Nella circostanza i nostri giornalisti erano andati a vedere la struttura, i suoi bei campi sportivi. Avevano anche parlato con chi vive quell’edificio tutti i giorni. Avevano anche raccontato che la Asl aveva disdetto unilateralmente la convenzione con il circolo dei dipendenti. Ieri è poi arrivata la nota che mette probabilmente la parola fine alla battaglia legale che va avanti già dal 2012 e che aveva prodotto una lettera di sfratto per morosità. Mai avvenuto. Ora la direzione della Asl, proprietaria di tutta l’area della storica villa Rodocanacchi, vandalizzata e abbandonata, e dei suoi 11 ettari di parco inaccessibili alla città, ha rescisso il contratto con il circolo.

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«Da più di un anno la Asl ha sollecitato i mancati pagamenti - si legge nel documento - e vista l'inadempienza per sanare la situazione debitoria, ha proposto al circolo un accordo transattivo in 53 rate, cioè entro la scadenza naturale del contratto prevista per il 31 marzo 2021. A sua volta il circolo dipendenti, il 2 novembre 2016, ha richiesto un piano di rientro in 144 rate mensili. Proposta inaccettabile da più punti di vista: la rateizzazione del debito sarebbe durata fino al 2028, ben oltre la scadenza contrattuale, ciò avrebbe presupposto una proroga della convenzione in essere, in violazione delle norme che regolano i contratti della pubblica amministrazione e il mancato versamento delle somme dovute e quindi la conseguente sottrazione di circa 200mila euro destinati ai servizi sanitari».

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«Quindi - continua la De Lauretis - in seguito al mancato pagamento degli importi stabiliti, dopo vari solleciti e un accordo intermedio, la Asl non ha potuto fare a meno di mettere in atto la risoluzione della convenzione per morosità. Se le condizioni complessive lo consentiranno, in modo da garantire trasparenza e ottemperanza alla normativa, vista anche l'attività di sorveglianza della Corte dei Conti sulle azioni di valorizzazione del patrimonio pubblico, la Asl indirà una gara di evidenza pubblica per l'affidamento della gestione della struttura sportiva». Insomma, l’azienda fa capire che vorrebbe “salvare” la struttura sportiva. A proposito della chiusura dell’area per ragioni di sicurezza, l’Asl sottolinea che «il divieto di accesso nelle zone limitrofe alla villa dove potevano cadere parti di intonaco o presentarsi situazioni di pericolo, segnalato con apposita cartellonistica e con il posizionamento delle transenne, è stato disatteso. Tutta l'area, quindi, è stata recintata proprio per preservare l'incolumità delle persone che transitavano vicino alla villa, già oggetto di atti vandalici compiuti da ignoti. Anche l'acqua è stata chiusa perché i danni alle tubazioni, probabilmente causati da vandali, hanno comportato allagamenti con pericolo di crollo dei solai e delle terrazze della villa. L'unica possibilità di accesso alla zona è attraverso il circolo, che si trova in una parte della struttura inserita nell'elenco degli immobili da alienare per finanziare lavori per l'ospedale».

De Lauretis chiude con un accenno al futuro. «Le risorse del sistema sanitario nazionale possono essere destinate solo all'assistenza e non possono essere investite su beni dismessi da finalità sanitarie. L'unica opportunità di valorizzazione del complesso di Montorotondo può venire solo da una sua cessione per destinazione e fini diversi».

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di Redazione web