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Gli autisti: «Ora basta, serve più sicurezza»
I sindacati di categoria chiedono il riconoscimento del lavoro usurante e più garanzie nel contratto
LIVORNO. Riconoscimento del proprio lavoro come lavoro usurante e abbassamento dell'età pensionabile: sono queste le richieste emerse dal confronto tra i lavoratori dei trasporti livornesi e le tre sigle dei sindacati confederali riunitesi ieri nei locali della Cgil durante il proclamato sciopero della categoria.
L'iniziativa, nata a seguito dell'incidente che il 3 marzo scorso ha coinvolto un camionista di sessant'anni nella base logistica Elia di Livorno, che è rimasto gravemente ferito, è la prima che si ricordi a livello regionale sul tema sicurezza: «Quella degli autisti era storicamente una categoria poco sindacalizzata, ma da cinque o sei anni le cose sono molto cambiate, anche a causa delle richieste sempre più audaci da parte dei datori di lavoro in termini di flessibilità- spiega il presidente regionale della Filt Cgil, Gabrio Guidotti - il nostro contratto nazionale prevede ritmi lavorativi molto duri, si parla anche di 15 ore al giorno di guida e ad oggi, come prevede la legge Fornero, gli autisti possono andare in pensione solo a 67 anni». Contratto nazionale che da un anno aspetta di essere rinnovato, e per il quale gli autisti chiedono garanzie in termini di sicurezza: «Contrattualmente dobbiamo cambiare prospettiva, è ormai residuale la definizione di lavoratore discontinuo- si legge sul documento elaborato durante lo sciopero - i ritmi di lavoro richiesti al personale viaggiante rendono inadeguato il modello contrattuale della forfettizzazione del lavoro straordinario».
Un mestiere molto duro e peggiorato negli anni a causa del trend positivo del settore della logistica e delle richieste più pressanti dei committenti, con tempi di lavoro spesso al di fuori dei limiti, tanto da somigliare a veri e propri ricatti. «Non ci interessa lo sciopero fine a se stesso - spiega il segretario Filt Cgil livornese, Giuseppe Gucciardo - quello a cui abbiamo puntato è l'elaborazione di una proposta politica per migliorare le condizioni di vita e di lavoro degli autisti e delle loro famiglie». «Senza contare il rischio a cui vengono esposte i cittadini e i minori che quotidianamente percorrono le strade italiane e che rischiano la vita a causa dello stress a cui sono sottoposti gli autisti di mezzi che, ricordiamolo, pesano dalle 44 alle 46 tonnellate», rincara Daniele Lelli di Uil Trasporti.
Da qui l'idea di un documento da sottoporre al legislatore con alcuni punti chiave, elaborato proprio durante le ore di sciopero, in cui si chiede un'accelerazione sulla trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale che tenga conto delle criticità emerse dal confronto di ieri mattina: «Il rinnovo del contratto sia occasione per mettere la sicurezza sul lavoro al primo posto - chiede Andrea Tonsa di Fit Cisl - non è possibile, nel 2017, continuare a morire o a rischiare di morire sul lavoro».
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