Il Tirreno

Livorno

Bacino galleggiante, dopo 19 mesi arriva il dissequestro

Bacino galleggiante, dopo 19 mesi arriva il dissequestro

Nell’agosto 2015 l’infortunio mortale e il crollo della nave Da allora è rimasta bloccata la gara per l’affidamento

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LIVORNO. Finalmente arriva a una svolta l’ingarbugliata vicenda del bacino galleggiante. «È stato dissequestrato»: a dare l'annuncio è l'Authority segnalandoi che «la magistratura ha tolto i sigilli al bene a distanza di un anno e mezzo dal tragico incidente occorso alla nave oceanografica Urania, che costò la vita ad un operaio di 38 anni».

È infatti dall’agosto 2015 che l’iter per l’affidamento di questa infrastruttura è finito a bagnomaria: sospeso perché il bene era stato posto sotto sequestro così da compiere gli accertamenti sull’infortunio mortale e, al tempo stesso, perché non era stato possibile quantificare l’entità del danno al bacino dopo che la nave, persa la taccata, aveva ceduto di schianto sul piano sottostante.

«È stato notificato il 6 marzo scorso dal pm Antonella Tenerani e trasmesso ad Azimut Benetti cinque giorni dopo», tengono a precisare da Palazzo Rosciano, quartier generale dell’istituzione portuale.

«Siamo contenti», afferma il segretario generale dell'Authority, Massimo Provinciali. Lo dice tenendo a ribadire che «in questi 18 mesi non siamo mai rimasti fermi». Poi aggiunge: «Nei prossimi giorni dovrebbero maturare le condizioni per la rimozione del relitto della nave Urania, e potremo così cominciare a verificare i danni e a gestire le ricadute sui tempi di gara».

Nelle settimane scorse era stato il commissario uscente Giuliano Gallanti a mostrare un qualche ottimismo: si ipotizzava che il danno non fosse così grave come si era temuto in un primo momento e dunque l’Authority avrebbe potuto accollarsi l’onere della riparazione proseguendo con la valutazione delle offerte da parte dei pretendenti. Altrimenti, in caso di guai maggiori, sarebbe necessario riscrivere il capitolato e addebitare al vincitore la riparazione. Ma questo ovviamente avrebbe conseguenze anche sulle offerte e dunque costringerebbe a far ripartire tutto daccapo.

L’affidamento in gestione riguarda – come viene fatto rilevare dall’Authority – «un periodo fino a venti anni»: la gara era stata bandita il 27 marzo 2015, e poi sospesa dcinque mesi dopo per via dell’incidente. «Da allora non è passato un solo giorno senza che la Port Authority – tengono a sottolineare da Palazzo Rosciano – abbia fatto qualcosa per consentire ai periti di svolgere le proprie indagini».

A metà settembre scorso il bacino galleggiante è stato rimesso in galleggiamento e pochi giorni più tardi il pm ha autorizzato l'apertura dei cosiddetti “passi d'uomo” per «lo svuotamento delle casse di zavorra liquida ancora piene, al fine di portare la platea del bacino al livello della banchina, operazione anche questa già effettuata». Adesso dopo le operazioni di pulizia e smaltimento rifiuti è finalmente arrivato il dissequestro.

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