Sicurezza
Tanti studenti e poche aule «Ecco che cosa chiediamo»
Rivedere gli spazi in base alle esigenze: è l’appello dei presidi dei licei scientifici E all’Iti le radici dei pini rendono sempre più inagibili i viali dell’istituto
LIVORNO. C’è chi reclama che una sola palestra non basta più e ne serve un’altra di appoggio per non penalizzare il percorso di studi. Altri snocciolano numeri, 54 aule per 74 classi: basta e avanza per capire quanto quegli spazi siano ormai diventati insufficienti. E ancora si bramano a gran voce interventi di manutenzione per ripristinare locali inagibili e situazioni che, in quanto a sicurezza, lasciano molto a desiderare. Tante. Ripetute. E sempre più urgenti sono le richieste che i dirigenti scolastici degli istituti superiori cittadini fanno alla Provincia (ente che si occupa della gestione delle scuole superiori). Richieste che saranno ribadite al tavolo in programma per il 21 marzo proprio a Palazzo Granducale di fronte al presidente Alessandro Franchi e alla dirigente dell’Ufficio scolastico, Anna Pezzati. Soprattutto si chiede di prendere delle decisioni, dopo aver fatto un’analisi delle iscrizioni. «Ci sono situazioni che abbiamo segnalato molte volte alla Provincia: con il passare del tempo e la mancanza di interventi peggiorano - a fare la cornice è Giuliana Ficini, dirigente dell’Iti di via Galilei - Nel nostro caso, non è più rimandabile la questione delle radici di pino che stanno rendendo i nostri viali impraticabili».
Il villaggio scolastico da oltre 1700 studenti si estende su due ettari di fabbricati e viali sconnessi. Alcuni sono proprio inaccessibili e delimitati da fascette. «In questo modo è a rischio l’incolumità dei nostri studenti e del nostro personale: bisogna che chi di dovere intervenga».
Pure il sottoscala della scuola è inagibile: prima là c’era l’archivio. I documenti più importanti sono stati spostati, ma altri sono ancora là dove non può entrare nessuno per motivi di sicurezza. A questo si aggiunge l’insufficienza di spazi, con un fabbricato chiuso e inagibile dal 2012 (da quando un incendio distrusse il vicino magazzino di Desio & Robé); un altro “prestato al Cecioni”. «Chiediamo alla Provincia di trovare ulteriori spazi al vicino liceo Cecioni, in modo tale che il fabbricato torni a noi: così avremo un po’ di respiro. Stando così nello stretto, penalizziamo una scuola, la nostra, richiestissima da tutta la provincia».
Il gigante Cecioni, infatti, con i suoi 1800 ragazzi e oltre, non se la passa meglio. E la questione spazi sarà una di quelle su cui il preside Giuseppe De Puri si farà sentire. «Noi abbiamo 54 aule per 74 classi: così rendo l’idea della penuria degli spazi», dice. «Ad oggi abbiamo anche 11 classi all’Iti e 11 nei locali del Geometri: ma questa frammentazione crea problemi di sicurezza». E chiude: «Che la Provincia prende una decisione». Pure la scuola del boom di iscrizioni di via della Bassata, il liceo Enriques (313 studenti in prima, un più 42%) non se la passa meglio. «Con il liceo sportivo e una sola palestra a disposizione, già divisa in diversi ambienti, non ce la facciamo perché ci servono più ore di educazione motoria: avremo bisogno di poter usare anche un’altra palestra», sottolinea la dirigente Manuela Mariani. E butta lì l’ipotesi Arena Astra, a due passi dalla scuola. La preside guarda avanti: «Se questo trend continua avremo bisogno di una succursale perché la scuola in via della Bassata non basterà più». Tra le strutture “in ballo”, che stuzzicano diversi appetiti (compreso quello del Vespucci di via Chiarini) c’è l’edificio dell’ex provveditorato di piazza Vigo. Nei mesi scorsi la ex provveditora, Anna Pezzati aveva detto «Venti persone non possono occupare in palazzo intero, traslocheremo in ambienti più idonei ai nostri numeri».
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