Sicurezza
Brunello da Oscar: classe e stile da Casanova
Montalcino. Palati a confronto dall’Italia a Miami. Sommelier d’accordo: spopolerà e tra qualche anno darà il meglio
MONTALCINO. James Suckling, il critico enologico numero uno al mondo, l’ha definita una rockstar. A noi piace usare una metafora più ammiccante, quella del noto seduttore veneziano Giacomo Casanova, perché immaginiamo che il nuovo Brunello 2012, col suo stile, il calore e l’eleganza, sarà protagonista indiscusso di avventure, viaggi e incontri galanti.
Presentata nei giorni scorsi, la nuova annata del “bello” di Montalcino già fa parlare di sé per corpo, classe e complessità, senza rinunciare alla freschezza. Il 2012 era stato molto caldo e il timore era che le uve fossero state raccolte troppo mature. Ma <TB>questo rischio è stato attutito dalla siccità che ha tenuto lontane le malattie e favorito uve sane e di qualità. E i riscontri positivi sono arrivati anche dall’estero. Il modo migliore per il Consorzio per festeggiare i 50 anni. Confortante il dato dell’export: stabile al 70% della produzione totale.
Tannini morbidi, buona acidità, eleganza e persistenza: questo in sintesi l’identikit del Brunello 2012. Caratteristiche che si ritrovano nella bottiglia del Podere Casanova (sarà un caso?) Lisini, dal naso vanigliato e dal forte calore in bocca. Da citare anche Ridolfi: sentori di cioccolato e spezie. Mastrojanni seduce col frutto maturo. Onirico e avvolgente il Brunello di Sesti. Insomma, una vera annata a 5 stelle (punteggio assegnato dal Consorzio), come emerge dal giudizio di due maestri della degustazione. Abbiamo infatti messo a confronto due palati sopraffini: quello di Charlie Arturaola, miglior sommelier al mondo, nato in Uruguay, residente a Miami beach, e Mario Del Debbio, sommelier lucchese di lunga esperienza, presidente della Fis Toscana, già a capo della Fisar nazionale.
«Il Brunello 2012 merita le 5 stelle senza discutere - dice Arturaola - Molto riconoscibile al naso, offre ciliegie, more, spezie, aromi floreali, soprattutto le rose. L’alcool è accentuato e conferisce una personalità spiccata. Il retrogusto richiama il territorio, dove si trovano dei tannini ben strutturati con una persistenza unica. Annata che promette anche per il futuro: questo Brunello è destinato a invecchiare bene. Possiamo stare tranquilli per i prossimi 12-15 anni ».
«Ad un’annata 5 stelle ci si approccia sempre con grandi aspettative - esordisce Mario Del Debbio - Il giudizio quindi, potrebbe partire prevenuto, soprattutto nel degustatore medio. L’annata calda poi poteva creare qualche problema sulle surmaturazioni ma in generale il territorio ampio e variegato e l’attenzione dei produttori hanno tenuto a bada il problema. Forse al momento non ci sono picchi esplosivi, ma c’è di certo una qualità media molto elevata con colori, profumi e strutture di grande piacevolezza. Ma un Brunello non può e non deve dare il meglio di sé fin da subito. Gli assaggi di autunno ci diranno di più».
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