Il Tirreno

Livorno

IL COMMENTO

Memoria, ultima chiamata

di Alessandro Guarducci

Livorno, la città non può dimenticare

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LIVORNO. Livorno non può dimenticare. Livorno non vuole dimenticare. Lo ha dimostrato anche ieri quando, a un mese esatto dal 26° anniversario della tragedia del Moby Prince, ha voluto ricordare tutte le vittime di quella terribile notte che ancora non hanno avuto giustizia. Il Voltone si è pian piano riempita di sedie: tutte diverse tra loro per forma, colore e dimensioni, con in prima fila due più piccole di colore rosa.

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Alla fine c'erano 140 sedie, per ricordare chi non c'è più ma è sempre vivo nel cuore dei familiari e di tutti livornesi. Intorno centinaia di persone con indosso le maglie rosse dell'Associazione #iosono141 hanno ascoltato il presidente Loris Rispoli che pronunciava i nomi dei centoquaranta strappati alla vita nel nostro mare. «Si chiama passione civile quella che spinge i singoli cittadini a muoversi» ha commentato alla fine di quella che è stata ribattezzata "L'ultima chiamata alla memoria".
E proprio in un giorno come questo non si può dimenticare che il monumento alla vittime del Moby Prince non ha ancora trovato una collocazione protetta e che il giardino della Memoria, fortemente atteso dai familiari delle 140 vittime, è sempre bloccato da questioni burocratiche. Anche le istituzioni dovrebbero impegnarsi a ricordare.
 

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