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Spil, i vertici della società rassegnano le dimissioni
Ferrone e Paponi scrivono due lettere e lasciano mentre la società è al concordato L’ex presidente: «Motivi personali». Nogarin: «Nominiamo il nuovo organo»
LIVORNO. La presidente Barbara Ferrone se ne va. Il vicepresidente Maurizio Paponi pure. I vertici di Spil, la società dell’Odeon controllata dal Comune, hanno deciso di rassegnare le dimissioni.
Solo poche settimane fa, il 19 gennaio, avevano presentato alla sezione fallimentare del tribunale la richiesta di ammissione al concordato preventivo (ai sensi dell’articolo 161, sesto comma). Una domanda che il tribunale in composizione collegiale ha ammesso con riserva, assegnando il termine di 120 giorni per la presentazione della proposta, del piano e della documentazione prevista, oltre a nominare un commissario giudiziale.
La società Porto industriale Livorno, in una parola Spil, è controllata dal Comune con il 61,4%. Poi ci sono Banco Popolare e Mps, entrambi al 15%, Camera di Commercio al 6,5%, Provincia all'1,5% e Comune di Collesalvetti allo 0,2% (gli ultimi tre intenzionati a uscire).
Di cosa può essere accaduto nelle ultime settimane all’interno della società nessuno parla. I vertici dimissionari tagliano corto adducendo «motivi personali» o «professionali». Certo che sia la presidente che il vice, entrambi nominati in era Cinque Stelle, hanno deciso di andarsene. Paponi, che due giorni fa ha scritto al Comune, non rilascia dichiarazioni, salvo parlare di motivi professionali. Ferrone, nominata presidente nel novembre del 2015, conferma: «Ho rassegnato le mie dimissioni al Cda del 6 marzo. Ho lasciato per motivazioni che attengono alla mia privacy, per motivi personali, ho scritto una lettera che è agli atti». «Ringrazio tutti - si limita a dire - perché c’è stato un buon clima, ringrazio il personale che mi ha supportato, ringrazio i dipendenti per gli sforzi che hanno fatto in un momento in cui la società non navigava in una situazione facile. Ora l’esperienza è conclusa».
Il sindaco Filippo Nogarin ieri sera ha fatto sapere di non essersi ancora confrontato con i dimissionari e di non aver ancora letto le loro lettere. E ha gettato acqua sul fuoco dicendo che «sapevamo già che quello di Paponi sarebbe stato un incarico a termine» e che la presidente ha avuto problemi personali. Ma si lascia anche scappare che «ci sono stati dei problemi per l’aggiudicazione dell’advisor legale, collegio sindacale e organo amministrativo si sono fatti dei rilievi...». «Sarà nominato - chiude - un nuovo organo»
Juna Goti
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