Gioco
«Ragazzi, parlate con gli insegnanti»
L’appello del babbo del quindicenne che si è tolto la vita lanciandosi nel vuoto. Sulla bara una rosa rossa e tante lacrime
LIVORNO. «Tanto, tanto dolore, un dolore sconfinato». Gli occhi gonfi di lacrime. Nel petto una ferita aperta, lancinante. Parla da solo lo sguardo perso nel vuoto del babbo del ragazzo di neanche 15 anni che lunedì mattina si è tolto la vita lanciandosi dal grattacielo di piazza Matteotti. Abbracciato alla moglie, nel cimitero dei Lupi, cammina con passo lento nel vialetto che porta al tempietto della cremazione, dove il suo bimbo sta per compiere l’ultimo viaggio. I genitori sono lacerati dal dolore. Ma il padre trova la forza per un appello importante. La sofferenza è inopportabile, ma questa coppia ha la generosità di pensare agli altri ragazzi, quelli che hanno voluto bene al loro figlio. E che ora stanno vivendo un momento delicato, messi davanti forse al primo duro colpo della loro ancora breve esistenza: la perdita di un amico.
Il babbo mette in evidenza l’importanza, per i compagni di scuola, di affrontare l’argomento della scomparsa di suo figlio con gli adulti: «Abbiamo parlato con gli insegnanti - dice con un fil di voce - li abbiamo contattati chiedendo loro di confrontarsi con i ragazzi su quello che è successo». Un appello subito recepito dalla scuola. Il riserbo è massimo, come è normale e giusto che sia, ma la presa di coscienza c’è stata. E il dirigente scolastico, raggiunto al telefono, conferma: «Stiamo studiando cosa fare e come elaborare questa perdita sia al livello educativo sia nei rapporti con la famiglia del ragazzo scomparso».
Un compito non facile quello degli insegnanti, che da lunedì si sono trovati a gestire una situazione molto complessa. I ragazzi sono sconvolti, le lacrime sgorgano spontanee di fronte a una realtà che ha fatto irruzione nella vita di tutti in città. Il tema è stato affrontato da quasi tutti i docenti, che in classe hanno cercato di dare una risposta ai tanti perché. «Gli studenti cercano un confronto con gli adulti, hanno bisogno di uno scambio con gli educatori, che è essenziale in questi momenti - dice un prof - anche per disinnescare chiacchiericci privi di fondamento. Siamo tutti molto colpiti». Tutta la città lo è. Anche perché questa tragedia ha coinvolto un giovane che non aveva mai destato sospetti e che dallo stesso dirigente scolastico è stato definito bravo e tranquillo, apparentemente privo di problemi.
Intanto ieri mattina s’è svolto il funerale del quindicenne: una cerimonia intima e delicata. Sulla bara, color avorio, una rosa rossa e tante lacrime. Il corpo del giovane era stato riconsegnato alla famiglia già lunedì sera ed era stato sistemato nelle stanze del commiato del cimitero dei Lupi. Lì, ieri alle 11.15, un sacerdote ha detto una preghiera per lui insieme con i familiari. Presenti pochi intimi: i genitori, i parenti più stretti e alcuni colleghi dei coniugi. Quindi un piccolo corteo, seguito dalla Svs, si è recato al tempietto della cremazione dove la bara è rimasta a disposizione della famiglia per un lungo momento di raccoglimento. Numerosi i mazzi di fiori lasciati da amici e persone vicine alla famiglia, che cerca di farsi forza in un momento in cui la vita sembra aver perso qualsiasi senso.
Fiori anche in piazza Matteotti, nel punto in cui è stato trovato il corpo senza vita dell’adolescente. Vari mazzi, soprattutto rose rosse, in omaggio del ragazzino, sono stati adagiati anche ieri. In tanti - compagni di scuola e insegnanti - tra lunedì sera e martedì mattina sono andati a lasciare un pensiero per il 15enne. Il primo messaggio, con tutte le firme, è arrivato dai compagni delle medie: “Un saluto dai tuoi amici della terza”.
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