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Un tuffo dove l'acqua è più blu: Pisa batte Livorno: lo dice Arpat

Un tuffo dove l'acqua è più blu: Pisa batte Livorno: lo dice Arpat

Tirrenia e Calambrone: nel corso del 2016 mai registrati casi di inquinamento con la qualità del mare che è definita eccellente. E le trasparenze di Calafuria?

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LIVORNO. Altro che le trasparenze di Calafuria, oppure di Calignaia tanto apprezzate da livornesi e turisti. L'acqua più pulita, o per meglio dire, “Il tuffo dove l’acqua è più blu, udite udite, è quello fatto nelle spiagge pisane. Guai a toccare il mare ai livornsesi, si sa. Eppure a farlo, con dati alla mani, è Arpat Toscana. Lo scettro della qualità della balneazione va ai 27,6 chilometri di litorale pisano, tra Marina di Vecchiano e Calambrone: nessun caso di inquinamento registrato nel 2016.

«La stagione estiva 2016 è stata caratterizzata da un generale stabilità meteorologica con alte temperature e scarsità di precipitazioni - scrive Arpat - e, di conseguenza, vi è stato un minor apporto di carichi potenzialmente inquinanti veicolati dai corsi d’acqua che sfociano lungo la costa toscana. In genere, quindi, gli episodi di inquinamento durante la scorsa estate sono dipesi più da malfunzionamenti dei sistemi di collettamento e depurazione delle acque reflue (come a Follonica, Livorno, Grosseto, San Vincenzo e Scarlino) che da criticità messe in evidenza dalle precipitazioni (litorale apuo-versiliese e livornese), anche se molti dei problemi restano ancora irrisolti».

Cosa dicono i dati. Dati alla mano, secondo i rilievi effettuati da Arpat, quello pisano è l’unico tratto di costa toscano dove, nel corso del 2016, non sono stati registrati casi di non conformità delle acque per la balneazione. Insomma niente sforamenti nei limiti, ad esempio, di batteri che invece sono all’origine dei divieti di balneazione che hanno caratterizzato anche la scorsa stagione in Versilia, sulla costa livornese e grossetana fino alle isole dell’Arcipelago.

Tirrenia e Calambrone, dove l’acqua è più blu. I dati in questione sono quelli di Arpat Toscana che pochi giorni fa ha pubblicato il report sulla stagione 2016. Il quadro complessivo è di miglioramento della qualità delle acque ovunque. In tutto sono stati “solo” 15 i chilometri di costa interessati a divieti in conseguenza di fenomeni di contaminazione.

Sul litorale pisano i punti di prelievo per l’analisi della qualità delle acque sono 13: due a Marina di Vecchiano, uno a San Giuliano (nel tratto di costa all’intero della Tenuta di San Rossore), 10 nel territorio comunale di Pisa tra Marina di Pisa, Tirrenia e Calambrone.

Litorale livornese superato da quello pisano. E non è il primo anno che si verifica questa situazione. Cosa che consente ad Arpat di inserire il litorale pisano - in tutto 27,6 chilometri - nella classe di qualità “eccellente” per la sua quasi totalità (27,3 chilometri, per la piccola restante parte la classe di qualità è comunque “buona”). In questa speciale classifica dell’agenzia regionale per la protezione ambientale chi se la passa peggio è la Versilia e la costa apuana. Le altre zone non eccellenti sono spesso localizzate in prossimità di sbocchi a mare di corsi d’acqua, alcuni dei quali già soggetti a divieto permanente di balneazione per motivi igienicosanitari, che appaiono in progressivo miglioramento».

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di Redazione web