Il Tirreno

Livorno

Giù le mani dai croceristi, protesta-bis

Gli operatori portuali difendono il posto di lavoro: no a ditte che vengono da fuori

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LIVORNO. Guerra dei bus e croceristi, atto secondo. Tornano a manifestare ai varchi portuali gli operatori locali del pullman che se la prendono contro l’aggressione commerciale di ditte provenienti da altre regioni a caccia di clienti fra i turisti in arrivo con le crociere.

Già alla fine di febbraio era andato in scena il primo round della “guerra dei bus” – poi replicato anche a La Spezia, altra città in condizioni simili – che aveva visto i 173 lavoratori riuniti nel soggetto livornese spegnere i motori per dire che non è accettabile veder arrivare sottobordo pullman che calano dal resto d’Italia. Con una dichiarazione-slogan: «I tour operator delle compagnie delle crociere rispettino chi rispetta le regole».

«Non escludiamo di tornare a protestare anche domani: oggi sarà un giorno decisivo per decidere», racconta uno degli operatori coinvolti dalla guerra dei bus.

Qualcosa del genere rispetto alla protesta dei tassisti che nelle scorse settimane ha tenuto banco a Roma.

La volta scorsa la protesta aveva tenuto banco ai tre varchi portuali (Zara, Fortezza e Valessini) e aveva visto la mobilitazione concretizzarsi nella distribuzione volantini in italiano e in inglese ai croceristi che erano sbarcati dalla love boat Viking Sea.

A Livorno gli operatori locali si sono raggruppati - sotto la regia della Cna - in un unico soggetto (la Cruise Service Bus) che si è accollato la fuoriuscita da una situazione di babele concorrenziale facendo investimenti.

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