Sicurezza
Tari, Lemmetti: se è alta colpa anche della Cna
Livorno, il direttore della Cna locale Marco Valtriani dimostra una volta di più di essere inadatto a ricoprire il delicato ruolo di rappresentante di una categoria seria come quella degli artigiani livornesi....
LIVORNO. Ecco l'intervento dell'assessore al Bilancio e alle Aziende, Gianni Lemmetti a proposito della Tari. Ecco la sua replica: "Il direttore della Cna locale Marco Valtriani dimostra una volta di più di essere inadatto a ricoprire il delicato ruolo di rappresentante di una categoria seria come quella degli artigiani livornesi. Non solo sputa su una riduzione tariffaria che interessa alcune attività produttive affiliate alla stessa Cna, ma ciò che è ancora più grave è che ignora i principi che determinano la creazione della tariffa rifiuti. Questo infatti non è uno strumento che può essere utilizzato per fare politica fiscale, ma solo politica ambientale. Il che significa che non si può decidere di favorire o penalizzare una categoria piuttosto che un'altra solo sulla base di una scelta politica. Serve un'analisi attenta della gestione dei rifiuti. Per troppi anni in questa città si è fatto il contrario".
E ancora: "Le precedenti amministrazioni hanno utilizzato la tariffa rifiuti per crearsi e consolidare il consenso elettorale, penalizzando le imprese a scapito dei singoli cittadini. L'opposto di quanto accaduto a Pisa, dove invece sono state alzate le tariffe ai cittadini e abbassate alle aziende. Da qui la forbice messa in luce dai dati diffusi dal Comune. Ma esiste un'ulteriore componente che Valtriani finge di ignorare: quella del costo del servizio di Aamps. Nel corso degli anni è stato tenuto artificialmente molto alto anche sotto la pressione della stessa Cna, permettendo ai fornitori di imporre prezzi fuori mercato a scapito dei bilanci dell'azienda. Che alla fine, sotto il peso di questi costi e di un'evasione crescente e mai contrastata da parte del Comune, ha collassato. La ricetta di Valtriani sarebbe stata quella di immettere nuovo denaro pubblico in questo meccanismo malato e l'effetto sarebbe stato esclusivamente quello di bruciare nuovamente milioni di euro di soldi dei cittadini livornesi. Noi abbiamo deciso invece di cambiare registro e, attraverso il concordato, abbiamo permesso all'azienda di riorganizzarsi al proprio interno e cominciare a eliminare sprechi e storture".
L'assessore continua: "È bastato un anno di cura portata avanti dal nuovo cda aziendale per ottenere un ribasso di quasi il 20% nel costo del servizio. E questo ha messo Aamps nelle condizioni di risanare i propri conti e cominciare a ripagare i propri debiti, partendo proprio da quelli con i piccoli artigiani, e a noi di iniziare a ribassare la tassa rifiuti ai cittadini e alle imprese. Un mini-calo lo ha definito Valtriani, che però interessa proprio quei soggetti che in questi anni sono stati penalizzati maggiormente, mentre rimane invariata o aumenta di qualche decimo di punto per chi produce grandi quantità di rifiuti. Perché così funziona il meccanismo di calcolo della Tari, penalizza chi produce più spazzatura e premia chi è più virtuoso. Concludo ricordando che, se non dovessimo ripianare i debiti lasciati da anni di malagestione e da un utilizzo tutto politico dell'Aamps, oggi saremmo in grado di abbassare la Tari molto di più e a molte più categorie. Intanto però abbiamo cominciato a dare un doppio segnale: d'ora in poi a Livorno chi inquina di più, paga di più, ma chi è virtuoso vedrà riconosciuti i suoi sforzi".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
