Il Tirreno

Livorno

«Prima fateci finire i lavori proporrò due alternative»

«Prima fateci finire i lavori proporrò due alternative»

Barsotti: «Sono sereno, si aspetti a giudicare». Per ampliare le corsie sul viale Nievo come vuole il sindaco c’è l’ipotesi di togliere i parcheggi o sfruttare lo spartitraffico

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LIVORNO. «A differenza di quello che ha detto il sindaco, sicuramente in buona fede, i lavori non sono ancora conclusi. Avrei piacere che una volta finito e ottimizzato l’intervento potesse ricredersi, e spero che si dica che forse non è un progetto perfetto ma ha una sua validità. In ogni caso la prossima settimana sottoporrò all’amministrazione due proposte migliorative, come è stato chiesto, e le valuteranno». Luca Barsotti è il dirigente del settore impianti e manutenzioni del Comune che segue da vicino la mobilità. Cerca di evitare le polemiche ma non si sottrae alle domande, dopo le critiche piovute sui nuovi semafori dell’asse Aurelia-Carducci. E dopo le parole dure dei consiglieri M5S e la richiesta di fare correzioni in corsa di Nogarin. «Io lavoro per tradurre il progetto nel concreto nel miglior modo possibile. Sono sereno perché mi impegno al massimo e credo di metterci anche un po’ di competenza. Non voglio essere polemico. Dico solo che quando si giudica un progetto, mio come di altri colleghi, si deve aspettare che sia concluso. Poi se c’è da migliorare si migliora».

I semafori a chiamata. Barsotti parte dai semafori pedonali. Secondo lui «sul viale Alfieri non c’è stato alcun problema», è stato «solo aggiunto un semaforo a chiamata che si inserisce nell’onda verde». In realtà una modifica c’è già stata: in questi giorni «tutti gli impianti semaforici pedonali (davanti al poliambulatorio, al cimitero e a via del Vigna), sono stati messi a chiamata, così se non c’è nessuno che deve attraversare, per le auto è sempre verde». Attenzione: «Non significa che se il pedone preme scatta subito il verde. Può aspettare al massimo fino a un minuto e mezzo, poi ha 8 secondi di verde più 14 di giallo per attraversare, il giallo è più lungo perché deve consentire di compiere l’intero percorso».

L’isola in mezzo all’incrocio. Ma arriviamo all’incrocio clou sul viale Nievo, tra via Zola e via Capponi. Il dirigente invita a guardare «il beneficio di questo intervento nel contesto complessivo», partendo dall’attraversamento di via del Vigna («dove c’erano stati dei morti») e dall’inversione di marcia ora possibile senza arrivare a Fiorentina o sul viale Carducci. Ma le ha viste le code sul viale Nievo? «È vero che all’inizio c’è stata confusione e me ne sono rammaricato, ma quando si fa un incrocio che non esisteva, su un asse come l’Aurelia, all’inizio c’è qualche scompenso, poi settiamo le cose e cerchiamo di migliorare». «I lavori non sono ancora conclusi, stiamo facendo interventi migliorativi, abbiamo tarato la migliore onda verde in direzione nord». L’altra sera è spuntata un’isola in mezzo all’incrocio «per orientare le traiettorie in modo che non ci sia conflitto nelle immissioni da via Zola e via Capponi» quando da domani «passeremo da quattro a tre fasi». In altre parole il verde scatterà in contemporanea nelle due vie, con l’obiettivo di ridurre attese e code. Questo passaggio, dice, era già previsto, ma la rotonda è arrivata in corsa. Dopo le polemiche è stato tolto anche il cartello che da via Zola indicava l’obbligo di svolta a destra con semaforo lampeggiante.

Via parcheggi o spartitraffico? Ma il punto ora è un altro. Il sindaco ha chiesto a chiare lettere ai tecnici di studiare un modo per allargare le corsie e favorire lo scorrimento sul viale. A meno che non si pensi di volare, le possibilità sono due: allargarsi verso destra o verso sinistra. Il dirigente, che comunque invita l’amministrazione a «valutare con calma», la prossima settimana presenterà due proposte. La prima prevede di «fare una corsia in più a destra, togliendo spazio alla sosta». Quindi eliminando i parcheggi sulla strada. «Se uno vuole - dice - lo può anche fare, ma è chiaro che non basterebbero 20 metri, ma 50-60 su entrambi i lati». E come la metterebbero con il semaforo già installato? «Dovremmo arretrarlo, è vero, ma c’è già il doppio plinto».

La seconda ipotesi è ancora allo studio. I tecnici stanno valutando la «possibilità di fare una corsia di svolta a sinistra di 25-30 metri in prossimità del semaforo, utilizzando la larghezza dello spartitraffico e delle altre corsie».

Juna Goti

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di Redazione web