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«Ciao Pino, innamorato del calcio»: il dolore degli amici

«Ciao Pino, innamorato del calcio»: il dolore degli amici

LIVORNO. Molti hanno il giubbotto della Pro Livorno Sorgenti. Altri sono in tuta e scarpe da ginnastica. La squadra c’è tutta. Ragazzi, allenatore e dirigenti vogliono stare vicino a Jacopo, detto...

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LIVORNO. Molti hanno il giubbotto della Pro Livorno Sorgenti. Altri sono in tuta e scarpe da ginnastica. La squadra c’è tutta. Ragazzi, allenatore e dirigenti vogliono stare vicino a Jacopo, detto “Pino”, ancora una volta. Le lacrime inondano la camera mortuaria dell’ospedale, in viale Alfieri, mentre tutti si chiedono perché. «Un ragazzo introverso, di poche parole, educato. Mai una frase o un gesto fuori posto - dice sconvolto Marco Braccini, responsabile delle giovanili della Pro Livorno Sorgenti - Finiti gli allenamenti, andava a casa. Sempre rispettoso con tutti e soprattutto verso le scelte del mister, anche quando doveva stare in panchina. Purtroppo da bambino aveva avuto un brutto infortunio che aveva condizionato la sua carriera».

Jacopo Pieri aveva iniziato a giocare da piccolo nel Livorno calcio, fino al 2013. E proprio in quegli anni si era rotto il malleolo. Poi aveva avuto altri problemi muscolari e alle ginocchia. «Lui non si lamentava mai - conferma l’allenatoredella squadra, Andrea Domenici - Era il classico soldato, che sa stare alle regole, ma che in campo dà tutto. Prima di approdare alla Pro Livorno, aveva giocato nelle squadre dei Portuali e Banditella. E si era trovato sempre bene.

Una vita da mediano. Jacopo era uno di quei calciatori abituati “a giocare generosi”, come canta Ligabue. Un centrocampista puro, mai arrendevole, che ha lottato contro gli infortuni senza mai mollare. Un ragazzo capace. «Un professionista», conclude Braccini.

Il cordoglio del sindaco. «Per la seconda volta in pochissimi giorni siamo qui a piangere un ragazzo giovanissimo che ha perso la vita in un incidente stradale. Tutto ciò è semplicemente insopportabile e, come è ovvio, il mio primo pensiero è per la famiglia di Jacopo, costretta ad affrontare questa tragedia», ha scritto Filippo Nogarin su facebook. Il primo cittadino pone l’accento sulla sicurezza stradale: «Fatti come questo riguardano l’intera comunità livornese: tutti noi abbiamo il dovere, in quanto cittadini, automobilisti, ciclisti, pedoni, genitori o figli, di tentare di porre un freno a questi episodi, che anche nella nostra città sono terribilmente ricorrenti. Questa deve essere la priorità di ciascuno di noi: la sicurezza stradale viene prima di ogni altra cosa».(l.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web