Gioco
Bello FiGo blindato ma lo show fila liscio
Nessun incidente nonostante le minacce: al The Cage tutto esaurito e pubblico entusiasta per il giovane rapper ghanese
LIVORNO. Le volanti della polizia e le auto dei carabinieri, persino quelle della Finanza e ovviamente quelle della Digos sono fuori dal parco di villa Corridi a pochi passi dall'entrata del The Cage. Sono qui dalle 19.30 di questa serata blindata, la serata di Bello Figo a Livorno. Chi ha portato da bere deve versarlo nel bicchiere di plastica, gli zaini si perquisiscono, la security è allertata fuori e dentro il locale.
Lui arriva verso le 20, un piatto di pasta ("senza tonno" scherza) e con lui ci sono i suoi compagni di scena Don Cappuccino e Ginoz. Al cancelli c'è già qualcuno ad aspettarlo, ma non sono quelli che lo vorrebbero morto. Sono fan, giovani fan. E anche fan organizzati come i ragazzi del Team Kobra, giovani artisti "amanti del trash", hanno le maschere di cartone con Bello Figo disegnato e cartelli che inneggiano a pasta col tonno e fighe bianche. Spiegano Selene, Letizia e gli altri: "La gente che lo accusa di offendere gli italiani oppure di danneggiare i migranti non capisce che le sue sono provocazioni, black satira".
E alla fine quelli che volevano impedire questo concerto, piccoli gruppi dichiaratamente fascisti che in altre città hanno raggiunto il loro obiettivo o cani sciolti, qui hanno desistito. Però anche a Livorno, agli organizzatori e alle forze dell'ordine, in Rete, sono arrivate le minacce contro il giovane rapper ghanese che ha fatto arrabbiare AlessandraMussolini e che con i suoi testi politicamente scorretti, provocatori è odiato a destra e anche a sinistra. "Questo concerto non si ha da fare, abbiamo comprato il biglietto per entrare ma non certo per applaudire Bello Figo" minacciava ieri qualcuno sul web. Invece il concerto si è fatto. Alle 22.30 questo ragazzotto di 23 anni che da mesi non riesce ad esibirsi perché sindaci e gestori di locali non vogliono correre rischi e annullano le sue performance, è salito sul palco. Un evento, proprio perché Bello Figo live è ormai una rarità. Sold out quindi al The Cage dove lui arriva in tuta e un'aria quasi spaurita ma poi sale sul palco con uno dei suoi stravaganti look, il lungo cappotto blu (anche se poi resterà mezzo nudo) quell'aria strafottente che fa imbestialire i suoi detrattori. Sul palco dà tutto se stesso. E le hit della sua carriera le propone tutte. A partire dall'applauditissima "No pago affitto" ("no pago affitto poi vogliamo WiFFi, WiFFi anche stipendio, io dormo in albergo a quattro stelle, perché sono bello, ricco, famoso, nero"), semplice satira che in tanti hanno preso come un affronto. Ma chi è qui al the Cage non è qui per scandalizzarsi perché lui canta "voglio le fighe bianche"e "ce l'ho grosso". È qui per stare al gioco e ballare e cantare con lui, per battere le mani alle parole di "Pasta col tonno", di “Vaffanchiulo”, “Sembro Francesco Totti”. Il concerto finisce tra gli applausi , c'è chi vorrebbe andare a stringergli la mano, lui si sottrae, anche perché il coprofuoco non è ancora rientrato. C'è da accompagnarlo in albergo e tenere sotto controllo la situazione finché non parte. Al The Cage comunque sono soddisfatti. Far esibire Bello FiGo è stata una sfida e il patron Toto Barbato l'ha spiegato fino alla nausea: non l'ha fatto perché fa una bella musica (non la fa) ma perché il ragazzo ghanese ha tutti i diritti di proporre a chi vuole ascoltarlo la sua satira provocatoria. A Livorno è riuscito a farlo. «E noi speriamo che da qui riparta la sua liberta di esibirsi».
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