Il Tirreno

Livorno

Pediatri assolti per i vaccini “guasti”

Federico Lazzotti
Pediatri assolti per i vaccini “guasti”

I quattro medici erano stati indagati perché i Nas avevano trovato i farmaci fuori dal frigorifero

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LIVORNO. Era l’alba del 21 novembre del 2014 e i carabinieri del Nas, durante una perquisizione nell’ambito dell’inchiesta “Medici Low Cost”, bussarono nell’ambulatorio pediatrico “Accademia”, a San Jacopo. È in quella circostanza che i militari trovarono 600 dosi di vaccino antinfluenzale conservate fuori dal frigorifero. A distanza di quasi tre anni, i quattro medici indagati all’indomani del sequestro, sono stati assolti dall’accusa di tentata somministrazione di farmaci guasti o imperfetti.

Si tratta di Renato Cicchiello (assistito dagli avvocati Massimiliano Ferretti e Marco Guercio), Filippo Citti (difeso da Giulia Padovani), Alessandro Costagliola e Alessandro Marini (assistiti dall'avvocato Vinicio Vannucci).

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Dopo la citazione diretta dei quattro imputati, martedì si è celebrata la prima udienza davanti alla giudice Teresa Pasquali. La scelta di tutti i pediatri è stata quella di chiedere il rito abbreviato e dunque di essere giudicati sulle prove raccolte dagli investigatori. Al termine dell’udienza il Tribunale, tenendo conto di tutto quanto emerso nell’inchiesta, ha assolto gli imputati «perché il fatto non sussiste».

«C’è grande soddisfazione - spiega l’avvocato Ferretti - perché questa vicenda, soprattuttto nei giorni immediatamente successivi al sequestro, aveva gettato un immeritato discredito sull'operato dei medici i quali -come dimostra la sentenza di oggi - hanno invece sempre operato con la massima professionalità».

Il giorno del blitz, i carabinieri avevano accertato la presenza nelle stanze dei medici di molteplici confezioni del vaccino antinfluenzale “Vaxigrip” esposti al di fuori dei frigoriferi, contestando a tutti e quattro di «non aver ottemperato a quanto prescritto sul foglietto illustrativo del medicinale nel quale si prevedeva la conservazione a una temperatura compresa tra i 2 e gli 8 gradi».

Gli imputati hanno deciso di definire il procedimento attraverso il rito alternativo in quanto convinti che già dalle risultanze emerse all'esito delle indagini preliminari si potesse arrivare «all'assoluta infondatezza» della contestazione mossa nei loro confronti.

Dalle indagini infatti è emerso come fosse del tutto regolare che i vaccini fossero stati prelevati dai frigoriferi presenti nell'ambulatorio e depositati nelle stanze dei medici in vista di un'intensa attività vaccinale quale quella che si svolge regolarmente nei giorni di fine novembre, dal momento che l'inoculazione degli stessi -come prescritto dal medesimo foglietto illustrativo- doveva avvenire a temperatura ambiente.

Inoltre dalle stesse indagini, e più precisamente dalle dichiarazioni rese dal personale del casa farmaceutica produttrice del prodotto, lette alla luce delle circostanze di fatto riscontrate dai carabinieri e delle dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti, si è avuto modo di verificare che al momento del sequestro i vaccini erano assolutamente integri.

«In ambulatorio - spiegava all’indomani del sequestro Costagliola - abbiamo una temperatura costante di venti gradi. E quella partita di vaccini doveva essere somministrata nei giorni successivi. Nella mia carriera - ricordava - ho girato spot su vaccinazioni e sono straconvinto che il vaccino sui bambini non solo faccia bene a livello di prevenzione ma anche perché sono proprio i bambini a portare il virus in casa. Ecco perché il bimbo vaccinato fa bene alla famiglia e soprattutto agli anziani».

Il rischio che temevano i pediatri dopo l’inchiesta riguardava l’effetto boomerang negativo sulla salute collettiva. «Il rischio - ricordavano - è che la sfiducia dei genitori nei vaccini provochi un costo sociale per tutta la sanità perché si ammaleranno più anziani.» Così da una bufala - è la sintesi - rischia di venire fuori un guaio.

«Siamo - concludevano - tra i più grandi studi d'Italia. Abbiamo cinque frigoriferi. Essere accusati di cialtroneria è offensivo. Prendiamo i bimbi appena nati e li portiamo fino al l'adolescenza. Lavoriamo con la testa e con il cuore. Secondo voi ci perdiamo per una cosa simile?».

 

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di Redazione web