Gioco
Ecco 60 case nuove alle ex Signorine
Nel rione lo chiamano Colosseo: «A chi andranno gli alloggi?» Dhimgjini: «Alloggi popolari, non andranno all’emergenza»
LIVORNO. Eccoli lì: due maxi blocchi gialli, tirati su a forma di semicerchio, sovrastati da una fila di pannelli solari. In tutto sessanta nuove case popolari che si affacciano su via Stenone, davanti alle scuole di Shangai, e che stando ai piani dell’amministrazione comunale e di Casalp dovrebbero essere completate nel giro di pochi mesi, per l’estate.
Chi vive a Shangai ricorda bene quando nell’area tra via Bixio e via Stenone c’era il blocco delle Signorine, demolito nel 2011 all’interno del puzzle dei piani di recupero. Da allora, però, si sono accumulati mille intoppi e ritardi.
Le cronache raccontano che l’area che ospitava il vecchio blocco delle Signorine (in condizioni simili alla Chiccaia di oggi) dove sarebbero dovute nascere le nuove case, fu recintata la prima volta per il nuovo cantiere solo nel marzo del 2014, a tre anni di distanza dalla demolizione.
Stando ai primi cronoprogrammi i lavori per realizzare i sessanta nuovi appartamenti popolari avrebbero dovuto essere completati prima nell’ottobre del 2015, poi nel gennaio del 2016. Perché lo slittamento? Nel mezzo ci sono state anche alcune scoperte poco gradite che hanno fatto allungare i tempi, come quando nel 2014 dagli scavi venne fuori una tubazione interrata in cemento amianto che rese necessaria una ulteriore bonifica.
Ora però i lavori sembrano essere in dirittura di arrivo.
«A breve i palazzi saranno pronti, speriamo di averli per l’estate», conferma l’assessora al sociale e alle politiche della casa, Ina Dhimgjini. «Sono in corso gli ultimi interventi all’interno e all’esterno, sono già partiti i collaudi, mancano gli allacci e le certificazioni di abitabilità».
«Quest’anno - sottolinea - assegneremo i quaranta nuovi alloggi in fase di ultimazione in Corea (in via Gobetti) e questi sessanta alloggi a Shangai (in via Stenone)».
Qualche numero che fa respirare un po’ di ossigeno mentre saltano fuori dati preoccupanti sul fronte degli sfratti in città.
È la stessa Dhimgjini a riferirlo: «Nel 2016 ci sono state 275 procedure di sfratto esecutive, rispetto alle 225 del 2015. Il dato prende in considerazione tutti i tipi di procedure, dalle morosità incolpevoli ai pignoramenti». Quanti di questi sfratti alla fine sono stati eseguiti? «Per saperlo con certezza - spiega - dovremo attendere giugno, ma sappiamo già che il numero, in questo caso, è in lieve diminuzione». E questo, secondo l’assessora, si può spiegare col fatto che «al momento dello sfratto tutti i soggetti preposti si rendono conto che in questo momento le condizioni effettive delle famiglie non consentono l’uscita dagli appartamenti».
Ma torniamo a Shangai e al nuovo blocco, che qualcuno nel quartiere ha già ribattezzato “il Colosseo”. Sono stati in parecchi, giovedì mattina, ad avvicinarsi ai tavoli del Caffè Tirreno per chiedere lumi: quando sarà completato? E, soprattutto, a chi andranno gli appartamenti?
«Ma le case del Colosseo, come l’abbiamo ribattezzato noi - è stato ripetuto dagli abitanti della zona - andranno alla graduatoria delle case popolari? Chiediamo che non vadano all’emergenza abitativa, come si sente dire da qualche tempo, ma che semmai facciano scorrere i piani di recupero».
Lo abbiamo chiesto direttamente all’assessora Dhimgjini che ha risposto che «i nuovi sessanta appartamenti di via Stenone non andranno assolutamente alle graduatorie dell’emergenza abitativa». «Andranno - ha spiegato - alle graduatorie attive dell’Erp. Le alternative sono due: assegnazioni seguendo la graduatoria generale delle case popolari e una parte per le liste della mobilità».
(j.g.)
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