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Vigile condannato per truffa, il processo potrebbe avere uno strascico
Livorno, il giudice ha trasmesso gli atti del processo alla Procura per valutare l’ipotesi di peculato: ipotizzati dei lavori a casa del comandante
LIVORNO. Se da un lato la sentenza di condanna per truffa aggravata nei confronti del vigile urbano Fabio Dominici chiude una porta nel mondo della giustizia, lo stesso dispositivo potrebbe aprire un varco su altre ipotesi di reato. A margine del dispositivo firmato da Maria Giuliana Civinini, il giudice ha effettuato tre trasmissioni di atti relativi: due alla Procura di Livorno e uno al Tribunale di Roma. Quello che fa più rumore riguarda l’ipotesi di peculato nei confronti del comandante dei vigili urbani di Livorno Riccardo Pucciarelli.
A spingere il giudice in questa direzione alcune dichiarazioni emerse in dibattimento dove si lasciava intendere che Dominici durante l’orario di lavoro effettuasse dei lavori gratuiti a casa del comandante. Ed è in questo contesto che si configurerebbe l’ipotesi di peculato.
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«Sono tranquillissimo - risponde il comandante che abbiamo contattato - spesso capita di accusare altri nel tentativo di difendere se stessi. Ma in questo caso le accuse sono gravissime. Ecco perché leggerò le carte e le accuse che mi vengono fatte e nel caso querelerò Dominici». Adesso toccherà alla Procura valutare se procedere o meno nei confronti del comandante che avrebbe sfruttato l’orario di lavoro del vigile urbano per scopi privati. Stessa ipotesi anche Dominici, ma per quello che riguarda l’uso dell’auto di servizio con la quale invece di effettuare i servizi per il Comando dei vigili urbani andava a fare commissioni per il negozio di infissi intestato alla figlia. L’ultima trasmissione di atti da parte del giudice riguarda il consulente della difesa ed è stata inviata al presidente del Tribunale di Roma perché nella relazione finita agli atti ha ipotizzato un errore di procedura da parte del pubblico ministero.
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