Gioco
La forza delle associazioni per resistere al degrado
A Caffè Tirreno le realtà che operano nel quartiere lanciano un appello alla città «Servono braccia, partecipate alle nostre attività e aiutate questo rione»
LIVORNO. «Shangai è un quartiere povero e popolare, ma negli anni ci siamo rimboccati le maniche e sono nate tante associazioni che altrove non si trovano. Ce le siamo create, lo abbiamo fatto da soli, per dare benessere, che per noi vuol dire non essere soli». Luana Di Dio a Shangai è un’istituzione: 83 anni di tenacia, è una delle fondatrici del Punto Incontro Donna nato 32 anni fa in via Poerio e cresciuto in via Speri. È venuta a trovarci al Caffè Tirreno con i rappresentanti delle associazioni che sono impegnate direttamente a Shangai. E questa volta è attraverso il loro impegno, i loro volti - quelli di volontari, famiglie, operatori - che abbiamo scelto di raccontarvi uno dei quartieri più difficili della città. Al bar Giunti di via Bixio che ci ha ospitato sono arrivati i rappresentanti del centro San Simone “Gli amici di tutti”, della Comunità di Sant’Egidio, del centro donna, di Acsi volontariato, di Permadreterra. Ma nel quartiere, come sottolineano, operano anche tante altre realtà, a cominciare dalla parrocchia con don Rosario fino al centro Luschi e alla comunità Baha’i.
L’appello delle associazioni. Lanciano un appello le associazioni che operano a Shangai. Lo rivolgono ad altri gruppi ed enti impegnati in città: «Contribuiscano alla riqualificazione del quartiere attraverso le attività con i ragazzi o qualunque altro tipo di attività», ripete Matteo Cecchi (Permadreterra), di fianco alla presidente del centro San Simone, Patrizia Anfossi. Non chiedono soldi, ma impegno, braccia, aiuto concreto. «Le istituzioni non vengono mai a organizzare iniziative, feste, che invece sono utili, anche perché qui o ci vieni per qualche motivo o non ci passi», ripete Cecchi, che collabora ai laboratori per minori.
Noi, per combattere il degrado. La forza delle associazioni: quella di aggregare e togliere persone dalla strada. «Uno sbaglio concentrare tante difficoltà in un solo luogo: il risultato è aver creato un quartiere difficile. Al nostro centro vengono tante persone, purtroppo tante sono di fuori quartiere», dice Nerella Bellandi, residente e socia del Punto incontro Donna.
La carica di San Simone. Dietro alla chiesa, nella palestra di via Turati, ci sono le attività organizzate da San Simone per i ragazzi disabili e per i minori di Shangai e non solo. «Da 32 anni - racconta Anfossi - ci occupiamo di disabili e da 16 anni siamo qui a Shangai e ci occupiamo anche di minori e di situazioni difficili». La chiave di tutto è lo sport come palestra di vita: vengono organizzati corsi di nuoto, minibasket, minivolley, rugby, judo, ginnastica, laboratori creativi e punti di ascolto. C’è chi arriva con le assistenti sociali, chi con il passaparola. Tutte le attività sono gratuite, i due progetti per minori e disabili stanno in piedi grazie alla Fondazione Livorno. «Abbiamo una quarantina di persone disabili dai 13 anni ai 60 e 106 bambini dai 4-5 anni in su, di venti nazionalità diverse, circa la metà residenti nel quartiere». «Siamo sempre impegnati per due o tre ore al giorno, il nostro bimbo si è trasformato», ripete babbo Renzo Marcia.
Sos dalla palestra Eden. Fanno attività i ragazzi di San Simone nella palestra Eden di via Turati. È della parrocchia: San Simone paga un affitto, così come la ginnastica artistica La Pira che allena le “sue” bambine là dentro. «Il tetto ci fa preoccupare, alcuni pannelli hanno ceduto», racconta Laura Galvagno. Annuisce Vittoria Martorano, responsabile del gruppo sportivo: «I genitori delle nostre bambine hanno fatto diversi lavori in modo volontario, ma quelli al tetto, che preoccupano di più, sono complessi».
A caccia di nuovi volontari. Da queste parti, in terra di Casa del Popolo, in molti dicono di sentire la mancanza delle suorine. Come Silvana Seller, responsabile tecnico-sportiva di San Simone, che lancia un appello ai livornesi. «Ci servono giovani volontari. Oggi siamo una quindicina. Ce ne servirebbero almeno altri dieci, soprattutto per le lezioni di ginnastica. Ovviamente - sorride - è tutto gratuito».
Il doposcuola. Lisa Casalini, della Comunità di Sant'Egidio, racconta la «Scuola della pace, dove i bambini vengono a fare i compiti nel pomeriggio: poi aiutiamo gli anziani con la spesa e altre pratiche». Perla Lanzone parla delle attività che vengono fatte al Punto Incontro Donna: «Dalla sartoria alle feste in piazza per beneficenza, Shangai ha tantissimi problemi ma anche tanta voglia di aiutare». «Risse, spaccio e caos - sottolinea - ci stanno portando in un tunnel di degrado infinito, per fortuna ci sono associazioni che lavorano per migliorare le cose». Claudio Martorano, impegnato con l’attiva associazione “Oltre”, dice di voler «creare un comitato per il quartiere, una sorta di circoscrizione dei cittadini con tutte queste associazioni coinvolte. E una delle prime idee, sulla quale sto già lavorando, è quella di portare qui una postazione mobile della Svs ogni 15 giorni, in modo da permettere a tutti di fare visite ed esami».
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