Il Tirreno

Livorno

Il livornese Dapelo è il nuovo presidente della Toremar

di Luca Centini
Il livornese Dapelo è il nuovo presidente della Toremar

L’ex sindacalista alla guida della compagnia di navigazione «Accetto l’incarico con orgoglio, seguirò le orme di Montomoli»

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LIVORNO. La famiglia Onorato ha tirato fuori il suo nome dal cilindro, cogliendo di sorpresa un po’ tutti gli addetti ai lavori. Eppure Pietro Dapelo, ex sindacalista della Cgil, non è certo uno sconosciuto negli ambienti dei porti e delle compagnie di navigazione. Ha passato una fetta importante delle sua vita nel sindacato, proprio come la persona che gli ha lasciato il timone della Toremar, il compianto Stelio Montomoli, scomparso lo scorso giugno. Ed è proprio da sindacalista che il cammino di Dapelo - nato a Camogli (Genova) 71 anni fa ma livornese ormai da 40 anni - si è incrociato, in passato, con quello dell’ex compagnia di navigazione, rilevata nel 2012 dalla famiglia Onorato al termine di un passaggio molto delicato, soprattutto dal punto di vista sindacale. Abile mediatore, espertissimo del settore, Dapelo ha ricevuto la proposta da parte della proprietà armatoriale di Toremar solo pochi giorni fa. «È ho accettato subito con entusiasmo e con grande orgoglio», ha spiegato il neo presidente di Toremar che, ieri mattina, è stato nominato dall’assemblea dei soci della compagnia di navigazione. Dapelo subentra a Matteo Savelli, l’amministratore delegato di Toremar che aveva rilevato l’interim della presidenza dopo la morte di Montomoli.

Dapelo, il suo è un ritorno sulle rotte dell’arcipelago toscano...

«Sì, sono arrivato in Toscana la prima volta negli anni Settanta per interessarmi dei marittimi di Piombino e dell’Elba e per organizzare uno sciopero generale. La compagnia pubblica si chiamava Navigazione Toscana e ci lavorano 30 marittimi: i contratti a tempo indeterminato erano riservati solo agli ufficiali e sottoufficiali».

Fino a quando, nel 2009, iniziò la trattativa per la privatizzazione di Toremar...

«Ho seguito quel passaggio dalla parte del sindacato. Una vertenza che, onestamente, ha avuto una soluzione andata ben oltre le aspettative, caso unico nella storia della marineria italiana. Il Gruppo Onorato salvaguardò i posti di lavoro, assunse tutti i marittimi a tempo indeterminato e regolarizzò la posizione di 70 lavoratori che erano precari da oltre dieci anni. Non è un caso se, negli ultimi anni, non c’è più stato uno sciopero del personale Toremar».

Quali sono i punti di forza della sua nuova compagnia?

«Mi lasci il tempo di sedermi nel mio nuovo ufficio di Livorno. Quello che posso dire, tuttavia, è che il livello di servizio garantito da Toremar è altissimo, così come il rispetto per le condizioni lavorative dei marittimi. Cercherò di seguire le orme lasciate da un maestro come Stelio Montomoli».

Qual è stata l’accoglienza che le è stata riservata?

«Conosce bene l’ambiente in cui andrò a lavorare, dico solo che ho il telefono scarico per la tante telefonate di auguri che mi sono state fatte nel giro di poche ore dalla mia nomina».

Si aspettava di prendere il timone della compagnia?

«Ho parlato con l’armatore e con l’amministratore delegato della compagnia, mi hanno presentato una proposta che accetto con grande entusiasmo. Se sono sorpreso? Dico solo che l’opportunità di collaborare è emersa solo pochi giorni fa. Sono felice di poter iniziare, darò il massimo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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