Il Tirreno

Livorno

A 70 anni, sola e senza soldi: «Mi hanno buttato fuori dalla mia casa»

di Nicolò Cecioni
La signora e la protesta davanti al municipio di Livorno
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La signora e la protesta davanti al municipio di Livorno

Livorno: protesta in Comune per uno sfratto esecutivo. La signora: «È ingiusto, avevo chiesto altri 15 giorni per una sistemazione alternativa»

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LIVORNO. Sono andati a prenderla di mattina a casa sua, in via Grande, dove viveva da quasi mezzo secolo. Quarantasei anni, per la precisione. Dopo due richieste di rinvio andate a buon fine, ieri una anziana donna ha subìto uno sfratto esecutivo e ha avuto giusto il tempo di prendere gli effetti personali. «Ho 70 anni, sono senza lavoro – spiega – e non ho soldi per pagare le utenze. Non so dove andare. Ma in questa situazione mi ci sono trovata, allo sfratto mi ci hanno trascinata. Non è colpa mia».

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E lei che racconta la sua storia: «Io e mio marito ci siamo divisi cinque anni fa, – afferma – e lui poi se ne è andato nel 2014. Da allora vivo per conto mio in quella casa. Ho finito tutti i soldi per pagare la luce, l'acqua e il gas, mi sono trovata con questa situazione da sopportare da sola».

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Giovedì 2 marzo si è trovata pure i carabinieri fuori dalla porta. «Mi sono sentita trattata come una criminale, ma – sottolinea – non ho commesso nessun reato. Avevo chiesto altri 15 giorni per cercare una sistemazione alternativa e prepararmi meglio, prendendo tutte le mie cose. Hanno detto di no e mi hanno buttata fuori di casa. Non ho potuto neanche smontare il letto, ora non so dove andrò a dormire».

Dopo una mattinata di sconforto, la signora giovedì 2 si è presentata in Comune, supportata dai manifestanti del sindacato Asia Usb. «Ho provato più volte a chiedere aiuto a tutti, dal Comune ai sindacati. Nessuno mi ha dato una mano per risolvere questo problema. Adesso mi sono presentata con la valigia in mano all'ufficio casa del Comune ma non mi hanno dato risposte neanche stavolta».

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Poi la carovana di manifestanti, insieme alla settantenne, ha salito le scale di Palazzo Civico per parlare con l'assessora Ina Dhimgjini. Ma nemmeno lei ha potuto far niente. «Sono veramente sconvolta, non so dove andare», ha detto uscendo dal Comune.

Ha ricevuto una proroga di 28 giorni, invece, una donna che vive in un appartamento in Coteto. «Siamo in sette: io, il mio compagno, tre bimbi minorenni e due anziani che hanno più di 65 anni. Io non lavoro e il mio compagno è in malattia perché ha una gamba ingessata. Ed è malata anche una bimba. Un altro, che è cittadino italiano a tutti gli effetti, ha un'invalidità riconosciuta con un regolare certificato. Stavolta siamo riusciti ad avere ancora un po' di tempo, ma siamo preoccupati. Abbiamo cercato più volte una soluzione, ma niente. Per due volte abbiamo fatto domanda per una casa popolare, senza ricevere risposta».

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