Attenzione
San Ferdinando torna a splendere
La Soprintendenza restaura il magnifico altare maggiore con l’angelo che libera gli schiavi
LIVORNO. Tornerà presto all'originario splendore il magnifico complesso marmoreo raffigurante l'angelo che libera gli schiavi situato presso l'altare maggiore della settecentesca chiesa di San Ferdinando (o di Crocetta), uno dei gioielli artistici della Venezia Nuova: i lavori, che sono appena iniziati, si protrarranno per un paio di mesi a cura della Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici delle province di Pisa e Livorno impiegando fondi che risultano provenienti dal Ministero dei beni culturali.
Diretta dalla dottoressa Loredana Brancaccio (Soprintendenza) l'opera di restauro conservativo coinvolgerà in effetti l'intero presbiterio della chiesa ovvero l'imponente struttura monumentale che comprende l'altare maggiore ed il complesso statuario citato in apertura sormontato dalla rappresentazione della Santissima Trinità.
Gli interventi, eseguiti da una ditta specializzata di Cascina (Pisa), comporteranno, ad esempio, la pulitura delle superfici marmoree rimuovendo la patina formata dall'accumulo di polvere e dal fumo delle candele.
Sono inoltre previsti il consolidamento degli stucchi presenti nella retrostante parte absidale ed il restauro dei due portali situati ai lati dell'altare maggiore: gli odierni lavori vanno in pratica a completare l'ampio ciclo di restauri che ha interessato negli ultimi anni la chiesa e che hanno visto, fra l'altro, il rifacimento della copertura della cupola, il ripristino dei pregevoli stucchi lungo le pareti ed il rinnovo degli impianti di illuminazione e di riscaldamento con il contributo della Fondazione Livorno ed i fondi dell'8 per mille.
Caratterizzato da un forte significato simbolico e da un notevole impatto visivo il complesso marmoreo con l'angelo che libera due schiavi dalle loro catene è una delle opere più significative dello scultore carrarese Giovanni Baratta, già allievo di Giovanni Battista Foggini, l'architetto fiorentino di scuola barocca che è stato il progettista della chiesa di San Ferdinando, voluta dai Padri Trinitari e da lui iniziata nel 1707 venendo terminata nove anni dopo da Giovanni Maria Del Fantasia: nel novembre del 2016 sono stati infatti celebrati i trecento anni dall'apertura al culto della chiesa che ha perciò sancito compiutamente l'insediamento dei Trinitari a Livorno dove già dal 1660 alcuni Padri erano attivi per la liberazione degli schiavi secondo il significato basilare dell'Ordine religioso fondato dal sacerdote francese San Giovanni de Matha la cui regola fu approvata da papa Innocenzo III nel 1198.
Iil gruppo marmoreo che caratterizza la chiesa di Crocetta è appunto ispirato alla visione avuta da San Giovanni de Matha il 28 gennaio 1193 durante la celebrazione della sua prima Messa, a Parigi, nell'abbazia di Saint-Victor.
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