Il Tirreno

Livorno

Le imprese pagano la Tari il 70% più che a Pisa

di Nicolò Cecioni e Mauro Zucchelli
Le imprese pagano la Tari il 70% più che a Pisa

Il Comune annuncia il calo per le famiglie e per alcune categorie. Ma Livorno è su standard più cari di altre città

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LIVORNO. Ha ragione il sindaco Filippo Nogarin quando sul proprio profilo Facebook annuncia che finalmente c'è una svolta sulla tassa rifiuti e ai “titolari di bar, ristoranti, panetterie, macellerie e pasticcerie” spiega che «dovranno pagare un'imposta rifiuti ridotta del 3% circa». Stiamo parlando, beninteso, della bozza che poi nella discussione potrà essere modificata cammin facendo, ma è già importante l'identikit della proposta della giunta. Anche se dietro quel “circa” c'è un po' di ottimismo: in realtà, alla voce 24 “bar, caffè, pasticcerie” il calo è del 2,3% (e nella sottocategoria degli esercizi temporanei semmai un rincaro dello 0,7%), per i panifici invece dello sconto c'è un ritocco infinitesimale all'insù, per i “ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub” la diminuzione è del 2 per cento (e se temporanei invece si annuncia un rincaro soft di un punto percentuale).

A dire il vero, ci sono anche categorie in cui per la tassa rifiuti la giunta immagina un taglio più netto: meno 3,0% per i falegnami, meno 3,8% per i tabaccai, meno 4,3% per i negozi alimentari plurilicenza, meno 4,9% per i banchi di mercato nel settore beni durevoli, meno 5,3% per i banchi di mercato nel settore generi alimentari, meno 6,7% per i vetrai.

C'è anche qualche rincaro: vale per quasi la metà (21) delle 48 categorie in cui sono suddivise le imprese. Anche se, a onor del vero, si tratta di percentuali basse: quasi tutte sotto la soglia dell'un per cento. Tranne che per “ipermercati di generi misti non deperibili” (più 1,3%), per “carrozzeria, autofficina, elettrauto” (più 1,4%) e per depositi container (più 3,7%).

Stiamo continuando a discutere di frazioni di punto: un pugno di spiccioli o poco più. Ma è proprio dalle cifre fornite dal Comune tramite slide esplicative che balza agli occhi il raffronto con altre città riguardo allo standard di quanto sui conti delle imprese ha pesato la Tari 2016: paragoni scelti, lo ripetiamo, dal Comune. Sono Pisa, Prato, Firenze (con i dati 2015), Cecina, Piombino e Milano.

Nella trentina di categorie per le quali è possibile il paragone Livorno risulta in sette casi la città dove il salasso è più forte e in altre otto è la seconda città più cara. In tutte le altre è superata tutt'al più da altre due amministrazioni, non è mai neanche di lontano la meno costosa. Addirittura impietoso il paragone con Pisa: in nessuna delle categorie di imprese la tassa rifiuti nel 2016 risultava a Livorno meno cara rispetto a Pisa. Anzi, la differenza è rilevante: sempre stando al dossier informativo fornito dal Comune di Livorno, la cifra a Livorno è più del quadruplo di quella pisana per i banchi di mercato di generi alimentari (21,06 euro al mq a Pisa, 90,12 a Livorno), oltre il triplo nel caso dei banchi di mercato di beni durevoli (5,58 a Pisa, 20,12 a Livorno) o in quello dei negozi plurilicenze alimentari (8,01 a Pisa, 26,18 a Livorno). Per capirci: quasi mai il costo a Livorno supera quello a Pisa per meno del 50%. Diciamo che in genere se una categoria imprenditoriale a Pisa paga 100, a Livorno si ritrova a dover sborsare 170-180.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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