In Comune salta il via alla nuova struttura interna
Doccia fredda per Nogarin: il Consiglio nazionale forense dà parere negativo sul super-dirigente dell’avvocatura. A chi affidarla? Slitta tutto di qualche giorno
LIVORNO. Ieri il sindaco avrebbe dovuto varare la nuova macrostruttura del Comune. In altre parole mettere il timbro sulla nuova organizzazione interna dell’ente: dipartimenti, uffici, dirigenti. Il 17 febbraio era stato lui stesso a indicare come start la data del primo marzo, sottolineando che questo provvedimento sarebbe stato «il più impattante dall’inizio del mandato». Ma mentre ieri, tra i corridoi e gli uffici del palazzo dirigenti e dipendenti erano tutti in attesa di conoscere il loro “destino”, è arrivato il colpo di scena: la giunta convocata per le 17 è stata rimandata e il nuovo disegno della macchina interna è rimasto in stand by. Perché?
Perché il Consiglio nazionale forense ha espresso parere negativo rispetto a un quesito che lo stesso Filippo Nogarin aveva formalizzato sul ruolo del dirigente che nei piani dei Cinque Stelle dovrebbe gestire sia l’avvocatura che altre importanti funzioni. La domanda è stata in sostanza questa: chi gestisce l’avvocatura può avere in mano anche altro? La risposta è stata no, come si legge anche nella lettera all’Anci pubblicata sul sito del Cnf.
«Oggi avremmo dovuto approvare in giunta l'ultimo tassello della macrostruttura», ha scritto così in serata Nogarin, «studiata per dare risposte sempre più rapide ed efficaci ai cittadini». «Tra le varie modifiche - ha ricordato - avevamo previsto di inserire un dirigente supplente con il compito di gestire alcune funzioni importanti, tra cui l'avvocatura. Un mese fa sono sceso a Roma e, in qualità di rappresentante Anci, ho chiesto all'Ordine nazionale forense un parere circa la possibilità che questo dirigente avesse anche altri incarichi. La risposta, seppur informale, è stata favorevole. Poco dopo ho formulato la stessa domanda all'Anci, ricevendo ancora una volta una risposta positiva. Ieri la doccia fredda: l'Ordine nazionale forense ha cambiato opinione e ciò costringe di fatto tutti i Comuni a destinare uno specifico dirigente all'avvocatura civica», «nonostante le linee guida del governo prevedano una riduzione degli incarichi dirigenziali». Per questo «siamo costretti a prenderci qualche altro giorno. È un peccato, avevamo tutto pronto».
Attenzione: perché questo pronunciamento è tanto delicato per la giunta? Il piano di cui si è discusso fino a ieri prevede di passare da cinque a tre maxi-dipartimenti comunali: area tecnica, servizi alla città e area economico finanziaria. Prevede l’arrivo di due nuovi dirigenti ex articolo 110. E prevede il raggruppamento sotto al sindaco, nelle mani di un super dirigente, di funzioni chiave come avvocatura, personale, contabilità, società partecipate. Se Nogarin aveva intenzione di affidare questo delicato incarico proprio a uno dei due in arrivo da fuori, ora potrebbe dover rivedere le carte.
Nei prossimi mesi l’avvocatura si troverà a gestire partite delicate per il sindaco, come l’uscita dall’accordo di programma sul nuovo ospedale o il Limoncino: la lascerà in mano a un avvocato interno? Affiderà questa sola funzione a uno dei due nuovi dirigenti? Oppure esternalizzerà completamente l’avvocatura, ipotesi che ieri dal suo staff hanno detto di stare valutando? In questo caso a chi andrebbe l’incarico e quanto verrebbe a costare?
(j.g.)
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