Toscana
Il vescovo: in Quaresima il digiuno da tv, Facebook e Twitter
«Invece di cercare la vita si cerca la morte, pensando che la morte sia la libertà». Nella liturgia delle Ceneri con cui la Chiesa apre il periodo di quaresima il vescovo Simone Giusti ha fatto un...
«Invece di cercare la vita si cerca la morte, pensando che la morte sia la libertà». Nella liturgia delle Ceneri con cui la Chiesa apre il periodo di quaresima il vescovo Simone Giusti ha fatto un riferimento indiretto alla questione caldissima del fine vita rimessa al centro dell'attenzione dal suicidio assistito di dj Fabo in Svizzera.
Il vescovo parla del «vortice di una crisi antropologica di proporzioni planetarie»: il mondo occidentale - afferma - è incapace di «esprimere un senso vitale». Giusti mette l'accento sulla parola "sfinimento" per raffigurare il nostro oggi: «Invece di aspirare alla vita, alla fioritura, all'estate, - come riporta il giornale online della diocesi - vediamo nella morte la nostra liberazione. Invece di dare valore alla sofferenza, al dolore, siamo alla continua ricerca di scappatoie che ci sembrano liberazioni e invece sono annullamenti di noi stessi».
Monsignor Giusti si è è soffermato anche sulle «bugie sul sesso»: ne parla come di «un dono spettacolare» che però «il capolavoro del maligno è riuscito a trasformare in una forma di schiavitù e di possesso». Con un doppio riferimento: la pornografia on-line (che «coinvolge oggi sempre di più i ragazzini»); la pratica dell'utero in affitto («importiamo in Europa un bambino alla settimana e tolleriamo senza problemi questo mercato di nuovi schiavi»).
Il vescovo ha invitato i fedeli a una nuova forma di digiuno come forma quaresimale per essere «capaci di questa insurrezione dello spirito», come spiega il periodico web della curia. Giusti parte dal tradizionale invito a affrontare la Quaresima con «digiuno, preghiera, elemosina». Ma mette l’accento in modo particolare sul digiuno: ben venga, ma anziché digiunare dai dolci («non è la linea il nostro problema!»), il presule invita a digiunare «dalla tv, dai social network, da tutto ciò che ci rende schiavi». È così che, a suo avviso, si potrà trovare «più tempo da dadicare all'ascolto della Parola di Dio» ma anche per «stare più con se stessi e allenarsi al distacco dalle cose».
Giusti invita anche alla gradualità, citando papa Wojtyla: fare un passo per volta per evitare il rischio del perfezionismo.
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