Gioco
Al The Cage arriva Bello FiGo il rapper provocatore politicamente scorretto
Più comico (e provocatore irriverente) che cantante, questo giovane ghanese immigrato in Italia da ragazzino è al centro di furibonde polemiche
LIVORNO. Quando il Bello FiGo della discordia salirà sul palco del The Cage, locale alternativo e molto rock immerso in un parco alla periferia di Livorno, nel palasport a pochi chilometri di distanza si saranno appena spenti gli echi del rassicurante rock-pop dei Modà, quelli che anche le mamme cinquantenni adorano. E magari se li tatuano sul braccio, come ironizza Leonardo Fiaschi nel suo “Occidentali’s mamma” parodia della hit di Gabbani.
Quando il Bello FiGo delle provocazioni fraintese e strumentalizzate, sabato 4, ore 22, salirà sul palco del The Cage, lì sotto di fan dei Modà, mamme comprese, ce ne saranno probabilmente pochi, mentre ci saranno certamente i ragazzini che in barba agli scazzi e ai deliri degli adulti lo adorano e si bevono i suoi video.
Perché Bello FiGo, ghanese 23enne in Italia da quando ne aveva 11, è politicamente scorrettissimo, ma è divertente e a volte geniale. Un comico, volgare come tanti, più pungente di molti.
Sessista? Così tanto da far pensare che si fa beffa anche del sessismo. Solo che è nero e questo destabilizza. “No pago affitto” (Non pago affitto / Non paghiamo l'affitto / Dai cazzo, siamo negri noi / (Yeeh) Io non pago affitto) il brano che ha fatto incazzare mezzo mondo e dato fuoco alle polveri razziste, è in realtà un testo satirico che ironizza sui luoghi comuni che inquadrano gli immigrati ma anche sugli stessi immigrati che quei luoghi comuni a volte confermano.
È irresistibile “Barbara Durso” (come Barbra Dursé/Sono una figà/Ahhah eehh/ Come Barbra Dursée) litania che sbeffeggia il culto dei personaggi tv. E poi giù con i Marò, l’Isis, le fighe bianche. Ci scherza Bello FiGo mentre esibisce una adorabile Hello Kitty tatuata sul petto e in molti non gradiscono. Anzi si incattiviscono.
Non è un caso che negli ultimi mesi, uno dopo l’altro, siano saltati i concerti del rapper nel nord Italia ma anche a Roma, annullati dagli organizzatori e dai sindaci “per motivi di ordine pubblico”. Minacce, anche di morte, di gruppi dichiaratamente fascisti ma anche fiumi di offese vomitati sul web dall’anonimo girone dei commentatori livorosi .
Ma Toto Barbato, patron del The Cage, non si è fatto spaventare dall’ostilità che insegue Bello FiGo, anzi. Ha voluto programmare il concerto nel suo locale anche se il tipo di musica che in genere si suona in questo ex teatrino è di livello assai più alto. All’annuncio sono seguite le attese proteste su facebook e sui vari siti dove è apparsa la notizia ma niente di che, e per ora non sembra ci sia motivo di temere insulsi gesti di intolleranza. Toto Barbato è fiero di aver scelto di far esibire il rapper e spiega perché: «La nostra non è una scelta dettata dal guadagno o dalla visibilità, dato che la nostra realtà lavora da più di 15 anni senza bisogno di ricorrere a web star dell'ultim'ora. Il prezzo popolare del biglietto poi non lascia spazio ad interpretazioni.
Eventuali utili verranno devoluti a un progetto di emergenza abitativa. Bello FiGo - spiega Barbato - non è un concerto, sta diventando sempre più una scelta culturalmente all'avanguardia. Dissacrante e disturbante sotto ogni aspetto Bello FiGo è il primo ragazzo di colore politically scorrect, osannato dagli under 15, odiato dall'80% della popolazione adulta di destra e spesso anche di sinistra».
Chi accusa il The Cage di dare spazio a un personaggio offensivo viene spedito da Toto Barbato a leggere tutta la produzione di Bello FiGo in chiave puramente provocatoria: «È impossibile non capire come i testi delle sue canzoni, i temi toccati, Bello FiGo stesso, siano volutamente ironici e provocatori, tutta la sua produzione si prende gioco di luoghi comuni, pregiudizi (il profugo che non lavora e che ruba donne, soldi e case agli Italiani), fenomeni (Isis) e personaggi (Mussolini, Matteo Renzi) della nostra società. È satira trash, roba già vista insomma, solo che per la prima volta arriva da un ventenne ghanese».
Il ventenne ghanese dal canto suo sembra saper amministrrare assai bene la sua popolarità tra odio e amore. Compare in tv giusto quando serve (per esempio per litigare con Alessandra Mussolini) e rilascia solo dichiarazioni semi-serie. Salvini dice: «Lo manderei a raccogliere il cotone. E anche i pomodori, le arachidi e le banane». E invece lui raccoglie like, visualizzazioni e anche un bel po’ di soldini.
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